Occult RockRecensioni

The Magik Way – Il Rinato – (My Kingdom Music – 2020)

Vi dico la verità, è la prima volta che ascolto un disco per intero a firma The Magik Way. Sì, avevo potuto apprezzare vari estratti dai lavori precedenti – tra cui spiccano “Curve Sternum” e lo split con i Malvento, altra nostra vecchia conoscenza – ma non avevo mai avuto modo di sedermi e ascoltare un loro album dall’inizio alla fine. Quale migliore occasione, dunque, della freschissima uscita di “Il Rinato” proprio in questo dicembre 2020? Vi dirò la verità, avevo un’aspettativa sul loro sound leggermente diversa, frutto di un ipotetico parallelismo con il dark sound dei Death SS d’annata, anche in virtù della loro versione di “Baron Samedi” (che comunque già denotava stoffa e personalità da vendere, “tradendo” l’originale e riportandolo in qualche modo a una forma essenziale). Mi sbagliavo, ma non di molto: se il suono del trio alessandrino si discosta in apparenza dal modello creato dai pesaresi, l’attitudine e lo spirito che ne animano la creatività affonda radici comuni nell’esoterismo, sviluppate in maniera differente solo in virtù delle differenti epoche che ne vedono muovere i passi, con una passione per lo sperimentalismo decisamente affine a quella di Paul Chain.

Ecco dunque che la title track collocata in apertura ha già tutte le caratteristiche del particolarissimo sound dei The Magik Way: ballate infernali, ritmi sbilenchi e ossessivi come quelli immaginati dal Maestro di Providence in uno dei suoi affreschi letterari, e una timbrica vocale viscerale e insidiosa nel suo intento declamatorio. Certo, qualcuno obietterà come la vena maudit che ne scaturisce sia a volte eccessiva, dal sapore “costruito”, eppure paradossalmente è proprio questa caratteristica che marchia a fuoco la formula della band, dettando le conseguenti atmosfere evocate in una sorta di capovolgimento della lezione di Angelo Branduardi; un po’ come se il bardo di Cuggiono si tingesse di una marcatissima tonalità nera, indulgendo nell’oscurità anziché guardare alle sfere celesti. Ecco dunque che su “Il tempo verticale” sembra quasi di sentir scricchiolare delle vecchie assi, mentre su “In Igne Vivit Salamandra” vengono sperimentati vari inserti con strumenti diversi; il sabba infernale riprende con uno dei singoli di punta, “Le Vampe”, le cui atmosfere ricordano i gloriosi dischi di Contrazione e Franti (benché su territori musicali differenti), nonché – perché no – qualcosa dei CSI, tanto che “La Giaculatoria del Doppio” e la conclusiva “La Processione” sembrano proprio volerci mostrare come sarebbe stato un Lindo Ferretti esoterico.

“Il Rinato” è un disco interessante e denso di soluzioni mai scontate; un lavoro che si destreggia tra opposti e capovolgimenti, in una frenetica danza dinanzi alle fiamme votive come avviene su “Euforia del sangue”, un pentolone che trabocca di baffi di tigre ed erba piripicchia, sangue di drago e seme di ortica, di nenie che si perdono nella notte dei tempi e che – ci piaccia o no – se oggi conferiscono terrore evocando scenari plumbei, una volta dovevano essere la ninna nanna prediletta dei cuccioli d’uomo.
Buona notte.

Voto: 8/10

Francesco Faniello

Contact
www.facebook.com/themagikway

Valutazione

8.0

Voto

Pro

  • +

Contro

  • -
Articoli correlati
8.0
PowerProgRecensioni

Luciano Launius – Painters Of Ether – (Experience Music Label - 2021)

Solitamente non sono molto avvezzo ad ascoltare power metal e generi simili, in quanto preferisco roba più estrema o, in alternativa, più…
8.0
BlackRecensioni

Lilyum – Circle Of Ashes (Vacula Productions / Broken Bones Records - 2021)

Parafrasando un noto motto, il sottobosco black dei giorni nostri tre cose “tiene” di buono: i Coil Commemorate Enslave, la LADLO Productions…
6.5
Alternative RockIndieRecensioni

The Smashing Pumpkins – Cyr (Sumerian - 2020)

Sono sempre stato affascinato dalle band che cambiano completamente direzione stilistica nel corso della loro carriera. È vero, sono tra quelli che…

Lascia un commento