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Reviews - The Great Kat
:: The Great Kat - Beethoven’s Minuet in G for Guitar, Violin and Piano - (TPR Music - 2020)
Anno nuovo, singolo nuovo! E dopo Mozart non poteva mancare Beethoven, vero? Infatti, come abbiamo già detto, The Great Kat (ovvero Katherine Thomas) è una violinista di formazione classica, nonché indiscussa virtuosa della chitarra; già in passato ci ha stupito e deliziato con brani di Mozart, Beethoven, Rossini e tanti altri, sempre in chiave metal. L’estratto qui presente scorre velocemente, ben suonato e prodotto; gli strumenti si amalgamano e ci trasportano in questo mondo sospeso tra musica classica e metal che solo The Great Kat, Malmsteen e pochi altri sono in grado si suonare con bravura e naturalezza. Brano orchestrale e heavy allo stesso tempo, rivisitando Beethoven con maestria e passione. Questo single, come per “Mozart’s The Marriage of Figaro Overture”, è un dischetto per collezionisti della discografia di The Great Kat e/o per chi adora questo “mondo” di musica Heavy e Classica. Naturalmente, siamo sempre in attesa di un nuovo lavoro, magari un full-length, perché diciamolo, a parte il lato affettivo e/o da culture/collezionista, non saranno molti quelli che oggi comprano un Cd Single; al contrario, per noi recensori può essere un biglietto da visita, in attesa di un nuovo lavoro – che ripeto, speriamo arrivi presto! Cos’altro aggiungere? Non molto (purtroppo)! Ma se siete fan della nostra Kat e/o dei suoni classici abbinati all’Heavy Metal… allora consiglio vivamente anche questo dischetto; se amate Kat e le sonorità succitate, ma non volete spendere soldi per un singolo (contenente un solo brano), allora cercate i suoi album (vecchi e/o meno vecchi), perché sono davvero interessanti – e meritano di essere (ri)scoperti!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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:: The Great Kat - Beethoven’s Violin Concerto - (TPR Music - 2020)
Sono passati quasi quindici anni dalla mia prima – e unica, finora – sortita nella Grande Mela. Ero con mia sorella, e in quell’occasione le chiesi di scattarmi una foto nei pressi del Radio City Music Hall, per via della grande importanza del venue in questione – senza immaginare neanche lontanamente che un anno dopo gli Heaven & Hell vi avrebbero registrato l’omonimo live ufficiale. La foto venne tagliata: si salvò solo l’insegna, dacché il sottoscritto aveva subito l’implacabile mannaia delle macchinette a rullino, come avrei scoperto solo alcune settimane dopo. Altri tempi, certo: e in virtù di queste ristrettezze allora in voga (rullino finito, quel che è fatto è fatto...), non ebbi neanche la possibilità di scattare un’altra, altrettanto importante, fotografia, quella che mi avrebbe immortalato accanto a un edificio che inaspettatamente mi ritrovai dinanzi proprio nel bel mezzo di Broadway. Sto parlando della Juilliard School, che come ricordavo distintamente è il luogo dove la violinista Katherine Thomas ha seguito i suoi studi classici, quelli che l’hanno portata a divenire un’apprezzata virtuosa e concertista. Fino al giorno in cui, dopo un concerto dei Judas Priest, la nostra Katherine ebbe un’illuminazione: avrebbe convogliato il virtuosismo classico alle masse contemporanee attraverso un medium adeguato al XX secolo e due canali comunicativi al passo con i tempi, l’heavy metal e la chitarra elettrica. Fu così che nacque The Great Kat, la leggendaria shredder che odiava i facili (e ovvi) paragoni con Malmsteen e che perseguiva una sua via all’unione tra i due mondi di riferimento, così distanti ma così convergenti, almeno dal punto di vista del pubblico borchiato. Certo, i fasti di fine anni ’80 con dischi folli e zeppi di scampoli di genio e (tanta) sregolatezza sembrano piuttosto lontani: “Worship Me or Die!” e “Beethoven on Speed” avevano se non altro avuto il merito di combinare virtuosismo ed estremità sonora in una maniera che tempo dopo proprio lo svedesino tutto pepe si sarebbe intestato (retrodatandola agli esordi dei suoi Rising Force..). Per dirne una, la Grande Gatta schierava tra gli insospettabili membri del coro di urlatori nientepopodimeno che un Kevin Sharp pre-Brutal Truth, snocciolando schegge di capricci e fughe di pura follia che probabilmente avranno fatto sorridere gli estimatori di Paganini e Bach, ma che erano assolutamente ciò che ci voleva per il 1987 e il 1990. Nondimeno, oltre all’immagine da Dominatrice che persiste nell’artwork degli ultimi lavori, è ovviamente indiscussa la maestria e la padronanza strumentale della virtuosa di origini inglesi, la cui foga è rimasta sì sotto le ceneri ma sembra riemergere con maggiore forza in questi ultimi tempi – come avrete appreso dagli articoli del buon Giovanni Clemente sui tributi della Nostra al minuetto beethoveniano e alle Nozze di Figaro di mozartiana memoria. Ebbene, questa versione del Concerto per Violino in Re del maestro di Bonn mette da parte per un attimo l’ardente passione per lo Sturm und Drang in musica che aveva guidato i lavori storici di Kat, continuando a seguire un filone arioso (non a caso in maggiore) e con quelle commistioni tra chitarra elettrica e violino che sono ormai tipiche dei suoi ultimi lavori. Già, “pillole” più che lavori... la domanda che tutti ci poniamo è se valga o meno la pena di pubblicare questi contributi sotto forma di cd singoli, o se piuttosto non sia il caso di puntare a un’unica, grande opera – magari miscellanea, magari monografica, ma con una durata più consona all’affezionato ascoltatore? Insomma, Kat... un full length è quello che ci vorrebbe, in un momento come questo, con una produzione degna di tal nome che esalti le dinamiche e i duetti frutto delle personalità apparentemente dicotomiche dell’artista. E poco importa se non tutti apprezzeranno il susseguirsi all’ultimo sangue di plettrate e colpi d’archetto: l’atteggiamento della Nostra è da sempre eccessivo, scevro da compromessi ma denso di una buona dose di ironia, imprescindibile se si vuole cercare il giusto approccio a una visuale musicale non del tutto difforme dal decostruzionismo zorniano – o almeno, questo ne sarebbe il pieno compimento. Non siete d’accordo con questa posizione? Del resto, per la musica classica Katherine Thomas altro non è ciò che John Zorn è per il jazz: un punto di vista dissacratore e di riscrittura terribilmente rispettoso della forza dell’originale, anche quando quest’ultimo viene demolito a colpi di decibel. Siamo al cospetto degli ultimi romantici, ma non ci sarà un Lake District a testimoniarne l’impeto...
Voto: 7/10
Francesco Faniello

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:: The Great Kat - Extreme Guitar Shred - (Tpr Music - Dvd)
Oh Dio… The Great Kat… Ci mancava proprio la signorina Thomas a rendere la rentrée un qualcosa di indimenticabile… Infatti, ci delizia del suo primo Dvd che raccoglie le sue “opere” che sicuramente passeranno alla posterità. Dovete sapere che la ragazzina proveniente da New York è una personcina a modo piuttosto schizzata e in possesso di un iper-ego che non vi dico Tutto questo lo si nota da questo Dvd dove la signorina Thomas si scatena in ua serie di pazzie sonore da antologia. Qui il guitar-playing veloce raggiunge vette di parossismo allucinante rivendicando affiliazioni con Beethoven, Paganini e Bach… Addirittura… Mica male… La signorina Thomas deota una preparazione di base notevole, ma è quelo che ci sta attorno che non convince… L’arte non può essere trasformata in un fenomeno da baraccone.

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Emanuele Gentile
:: The Great Kat - Mozart’s The Marriage of Figaro Overture - (TPR Music - 2019)
Come i veterani ricorderanno, The Great Kat (Katherine Thomas) è una violinista americana di formazione classica ben presto divenuta una chitarrista virtuosa, interpretando brani classici (Beethoven, Mozart, Rossini, etc…) in chiave Heavy Metal. Per il suo background e tecnica, è stata spesso accostata a Yngwie Malmsteen... però alla nostra Kat non dispiace mostrarsi in vesti molti provocanti e con uno stile da “dominatrice”! Musicalmente (nel mondo heavy) esordì con l’EP “Satan Says” del 1986, subito seguito dagli epocali “Worship Me or Die!” e “Beethoven on Speed”. In questo singolo composto da un’unica traccia, Kat propone la sua visione tagliente, veloce e heavy delle “Nozze di Figaro”, mantenendo in chiave sinfonica il tutto, per un totale di due minuti e dieci secondi. Non molto da aggiungere a quanto già conosciamo e a quanto ho già scritto… il brano è un concentrato di heavy veloce, accompagnato da un’orchestra (ma non saprei se è reale o “finta”); naturalmente, come dice il titolo, con questo brano la nostra Kat rivisita una grande opera di Mozart. Cos’altro aggiungere? Nulla! Se siete fan delle nostra Kat e/o dei suoni classici abbinati all’Heavy Metal… allora consiglio vivamente questo dischetto (soprattutto per collezionismo); se amate Kat e le sonorità succitate, ma non volete spendere soldi per un singolo contenente un solo brano, allora cercate i suoi album (vecchi e/o meno vecchi), perché sono davvero interessanti. Noi di Raw & Wild aspettiamo con ansia un full-length – che speriamo arrivi presto!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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