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Reviews - Straight Opposition
:: Straight Opposition - 10 OZ - (Indelirium records - 2013)
È da un po’ di tempo che conosco gli Straight Opposition. Una sera di sette anni fa mi trovai addirittura a fare la sicurezza in un locale dove suonavano loro, e a parte la musica, ricordo di aver pensato (con un po’ di preoccupazione “professionale”, lo ammetto...) che probabilmente solo uno scontro di piazza con tanto di carica delle FFOO avrebbe potuto produrre un simile stato di coinvolgimento “fisico” dei presenti… pogo, mosh, body surfing, slam dance e gente del pubblico che volava sulla batteria e gli amplificatori o che si ritrovava a cantare in coppia col cantante, fiondatosi in mezzo alla folla come nella miglior attitudine dell’HC. Roba vera, dura, molto pericolosa per le fragili ossicine dei poser, siano essi punkettini da classifica o vegani straight edge dell’ultim’ora..
Attivi dal 2004, con quasi 300 concerti alle spalle sia in Italia che all’estero, dopo aver tirato fuori bombe sonore come “Step by step” (2006), “Gathered against mediocracy” (2008) e “Fury stands unbeaten” (2010), il gruppo pescarese torna all’assalto con questo nuovo lavoro, intitolato “10 OZ”, 10 once, ovvero la tipologia di guantoni usati negli sport da combattimento come pugilato, kickboxing e thai boxe, e anche questa volta la scelta del titolo è decisamente rappresentativa di quello che esce fuori dalle casse quando si ascoltano i pezzi. 8 tracce, 8 round di un incontro-scontro da ring (o da palco, che nel loro caso è uguale) finalizzato a riempire di mazzate tutto quello che è il “bersaglio” di un certo modo di suonare, ascoltare e vivere l’hardcore, ovvero quello che l’etica banalizzante del mainstream punk-alternative-crossover non è mai riuscita a soggiogare.
La produzione è, a mio avviso, ancora migliore di quella degli album precedenti, e i brani risultano ancora più “studiati” per riuscire nell’intento tecnico-tattico di generare il massimo impatto sonoro nel minimo tempo possibile. Da segnalare l’opener “End of October”, “Don’t try to set as one” con il breve e (azzeccatissimo) sassofono finale che fa molto East Coast, e ovviamente la title track “10 OZ”, dal quale è stato anche tratto un bel video “agonistico” (cercare su YouTube…), preceduta da un’intro in cui il dinamicissimo cantante Ivan Di Marco, come un presentatore degli incontri di boxe, incita e fomenta un pubblico giunto lì per praticare la nobile arte dell’incazzatura sociale, quella che da sola riesce a non far gettare la spugna, a rialzarsi quando si va al tappeto e andare sempre avanti nonostante i duri colpi della vita. Concludo consigliando vivamente di procurarsi questo disco, dato che se gli Straight Opposition sono ormai tra i gruppi più importanti dell’underground HC italiano ed europeo, un motivo ci deve essere. Consigliato a chi, malgrado tutto, ha ancora le palle necessarie per continuare a combattere.
WOLVIE

Contact:
www.facebook.com/pages/STRAIGHT-OPPOSITION/43793147420
www.indeliriumrecords.com/bands/straight_opposition-4
:: Straight Opposition - The Fury From The Coast - (Indelirium Records - 2017)
Devastante, cafone e diretto. Vi basta come definizione breve del nuovo disco degli Straight Opposition o ne preferite un’altra? Eccovi serviti: tredici tracce, diciassette minuti... questo è esattamente “The Fury From The Coast”, un album che si incastona alla perfezione in una discografia di tutto rispetto, tra cui va citato “10 OZ”, ben recensito tempo fa su queste stesse pagine. Lo confesso, non ho mai seguito troppo da vicino il combo pescarese, e forse è il momento di recuperare il tempo perduto... probabilmente, Di Marco e soci sono venuti alla luce in un periodo in cui il sottoscritto iniziava ad avere meno contatti con la “scena” (quella vera, non quella definizione di comodo che oggi su usa per tutto) ed ecco una parziale spiegazione alla mia mancanza. In ogni caso, gli Straight Opposition hanno da tempo raccolto l’ideale testimone lasciato da realtà storiche come i When Mind Reflects (da conoscere assolutamente, per chi vuole sapere come suonasse l’East Coast Hardcore italiano agli albori del nuovo millennio) calcando ancor più – se possibile – l’orgoglio di appartenenza ad un contesto spiccatamente geografico, con tutte le peculiarità che ciò comporta. Fiumi di inchiostro sono stati spesi in merito, ma il concetto è semplice: lo stile East Coast italiano è in gran parte coincidente con quello a stelle e strisce, portando con sé molte delle plumbee atmosfere compresse nei dischi di Agnostic Front e Sick Of It All, nonché degli Snapcase e dei Converge. Non è un caso se gli Straight Opposition si professano seguaci sia della vecchia scuola che della nuova, poiché entrambi i filoni sono ben rappresentati nei loro dischi; ne sono testimonianza anche qui il basso sferragliante di “Feed Your Demon” così come la tragica e piena di pathos “3 Verse Of Anger” (un riferimento a quel “7 Inches Of Anger” dei concittadini When Mind Reflects?) sul versante old school, ma anche la title track schiacciasassi e la compressissima “Angel Face Strikes Again”, tra Chemical e Miskatonic University e dunque decisamente sul versante new school. Non vi fate idee strane con questo “new”, pur sempre di mazzate tra capo e collo si tratta! Concludendo, “The Fury From The Coast” è un lavoro ben congegnato e pieno zeppo di quei sagaci stacchi che faranno la felicità degli aficionados, senza lesinare insperate aperture melodiche, come nel caso di “Gravity Is My God”, che confluisce nella conclusiva “Non c’è spazio”. E allora? In quattro parole, “qui si è, compà”!
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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