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Reviews - Stonewall
:: Stonewall - Eyes Of Fire - (Autoprodotto - 2009)
Primo demo per gli Stonewall di Foggia, power-trio con batterista-cantante. Una rarità quest’ultima, che ci riporta immediatamente alla mente i fasti di Dan Beehler e dei primi Exciter. “Eyes of Fire” appare come un azzeccatissimo crossover tra la NWOBHM e le suggestioni metal più spiccatamente di matrice americana. Senza dimenticare il fatto che si tratta di una band italiana, e che quindi le influenze della nostrana tradizione metal emergono negli arrangiamenti, negli arpeggi e in generale nelle scelte melodiche.
L’opener “Eyes of Fire” è una cavalcata in pieno stile Angel Witch, in cui è il basso a farla da padrone nel sorreggere il riff principale e l’arpeggio. L’influenza dei grandi maestri inglesi di inizio anni ’80 è presente anche nella successiva “Children of the Night”, vero inno degli Stonewall, presente qui sia in versione studio che dal vivo. La mia track preferita dell’intero lavoro è tuttavia “Over the sky”, in cui le atmosfere e i break si fanno più oscuri, quasi a richiamare suggestioni metropolitane. È in questa veste che la band si trova a suo agio, in un connubio ben riuscito tra le tradizioni delle due sponde dell’Atlantico. Un plauso va sicuramente al chitarrista, preciso ed efficace, mentre un piccolo neo è il timbro della voce, che qualche volta appare poco a suo agio nelle parti più epiche pur non mancando di una sua incisività, come testimoniato dalla reprise live di “Children of the Night”. In definitiva, una band da supportare e che non difetta di coraggio e coerenza. Inoltre, a breve è in uscita un nuovo ep, il cui sound sembra virare decisamente sul metal americano come testimoniato dagli estratti presenti sul loro MySpace.
Voto: 7/10
Francesco Faniello

Contact
www.myspace.com/stonewallheavymetal
:: Stonewall - Never Fall - (No Remorse Records - 2018)
Qualcuno ricorderà come quella di “Eyes Of Fire”, scoppiettante EP d’esordio degli Stonewall, sia stata una delle mie prime recensioni per Raw & Wild. Poi, lo scoppiettante full length “Victims Of Evil” (con il primo di una non lunghissima lista di ringraziamenti al sottoscritto!), e ora questo nuovissimo “Never Fall”, targato 2018. Nel frattempo, il mastermind Tony Warriors non era stato affatto con le mani in mano, deliziandoci con vari progetti che hanno trovato spazio su queste pagine, come il disco a firma Another Open Road in cui veniva dato libero sfogo alla passione di Tony per l’AOR e i grandi passaggi melodici della tradizione ottantiana! La premessa è d’obbligo perché avevamo lasciato una band legata alle sonorità heavy/speed dello US Metal (ma anche alla NWOBHM, perché no) e ritroviamo gli Stonewall con una veste nuova, più “cromata”, pur senza perdere un grammo dell’energia sprigionata dai lavori precedenti. Anche la line-up si è “estesa”: rispetto all’iniziale terzetto (ah, quanti richiami ai gloriosi Exciter!) gli Stonewall schierano ora una formazione a cinque, con Diony Black alla voce solista e Tony Scelzi ad affiancare Pier Warriors alle chitarre. E dunque rieccoli, a snocciolare undici nuovissime tracce non prive di momenti mitici e fortemente anthemici, e con la coppia di asce in primissimo piano – neanche a dirlo. D’altro canto, gli assoli ricercati e le soluzioni armoniche presentate hanno tutta l’aria di provenire proprio dalla matrice a stelle e strisce che ha generato questo stile, che gli Stonewall ora declinano dosando sapientemente le componenti AOR e di hard rock melodico con la primigenia rabbia speed metal, in un ideale connubio tra la scuola dei Dokken e quella dei Vicious Rumors. Probabilmente avrei gradito ancora maggiore spazio per le chitarre in termini di riffing e variazioni (a livello personale amo il dilagare di parti strumentali in questo genere, proprio come avviene nella conclusiva “Tear Down The Walls”...) anche perché è innegabile che una maggior convinzione (o grinta, fate voi...) nelle parti cantate del nuovo innesto Diony Black non avrebbe guastato, anche se gode di una timbrica discreta e ben aderente allo stile della band. Dunque... il disco? Su “Never Fall” ce n’è per tutti i gusti, a partire della rocciosa opener “Lethal Power”, fino al riffing serrato della malmsteeniana “Walk On Fire” (ditemi se non sembra concepita per una session di “Marching Out”!) e di “Tears Of The Earth”, che sciorina le tematiche fantascientifiche già esplorate nel disco precedente, un po’ alla maniera degli Europe. Ovvio che poi sin da una traccia come “Cross The Line” si sentano i succitati echi degli Another Open Road, densa com’è di americanate a manetta, senza lesinare un riff schiacciasassi in chiusura; gli Stonewall si confermano attenti ai particolari, piazzando un geniale arpeggio pulito sotto il riff di “Taken By Shadows” e soprattutto firmando una delle punte di diamante del disco, quella magniloquente “Let It Rise” che gode di uno quegli stacchi solenni in apertura che ci riportano alla mente i Dokken, complice il gran riff aperto e stoppato che segue, indice di ampia maturità artistica raggiunta (senza contare i coretti da urlo che infarciscono il ritornello!). Vi aspettate i consueti riferimenti allo speed statunitense duro e puro? Nessun problema, la serratissima “Live For The Fight” è quello che fa per voi e promette di essere un caposaldo nei live della band, così come “Sound Of Violence”, con il suo incipit ruffiano quanto basta guidato dal basso e con tanto di riff di chitarra che si insinua alla vecchia maniera. Un lavoro davvero ben fatto, che mi ha fatto pensare all’evoluzione di altre realtà nostrane del passato come Vanadium, Strana Officina e Unreal Terror, ognuna delle quali è passata attraverso una decisa americanizzazione del suono in una particolare fase della sua carriera. A questo proposito, spero vivamente si senta ancora parlare a lungo degli Stonewall!
Voto: 8/10
Francesco Faniello

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www.facebook.com/STONEWALLHEAVYMETAL
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