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Reviews - Stereo Nasty
:: Stereo Nasty - Nasty By Nature - (StormSpell Records - 2015)
Questo disco ‘ha il sapore’ di anni ’80 in tutto: atmosfere anni ’80, sound anni ’80, copertina anni ’80… anche questa volta l’etichetta americana StormSpell ha fatto centro. Se vogliamo riassumere in poche parole i Stereo Nasty (e “Nasty By Nature”), si tratta di un mix di Hard Rock/Heavy Metal anni ’80 – che si sposa con (i mai troppo lodati) Accept e l’immortale NWOBHM – con una voce sporca, che non sfigurerebbe affatto in una band di Thrash Metal! Questi giovincelli da sempre appassionati del metallo classico arrivano da County Kildare (Rep. d’Irlanda) e formano la band nel 2013; in precedenza avevano inciso solo una demo (di sole tre tracce, con un sound non adatto per emergere), ma è grazie alla tenacia della StormSpell se avremo voglia di rispolverare nuovamente i giacconi di pelle! “Nasty By Nature” è composto da ben 10 canzoni, che ci/vi trascineranno in questo vortice metallico classico, suonato con passione e quella convinzione di trovarsi negli anni d’oro della NWOBHM. Inutile (davvero) citarvi una singola canzone, sarei solo ripetitivo… anzi, vi ripeto che verrete travolti dalla furia metallica, dai riff killer e dalla voce graffiante; forse non è originale come proposta – direte voi – ma posso garantirvi che è davvero un buon disco e che vale la pena di ascoltarli (e averli), soprattutto se siete appassionati del buon vecchio metallo colante anni ’80. Il gusto retrò dei Stereo Nasty è da godere alzando il volume, innalzando le corna (ma non alzando il gomito, soprattutto se siete al volante)… e abbottonandovi i giacconi di pelle. Disco-Goduria!
Voto: 8,5/10
Giovanni Clemente

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:: Stereo Nasty - Twisting the Blade - (Stormspell Records - 2017)
Ritorna la band irlandese Stereo Nasty che due anni fa mi aveva travolto con i suoi killer riff di (evidentissima) scuola heavy metal; quella anni ’80, naturalmente! Twisting the Blade è il secondo lavoro di questi ragazzi, un disco che pur mantenendo una buona produzione non cambia di molto la loro scelta stilistica (in parole povere, restano fedeli ai suoni anni ’80). La voce di Mick Mahon, come sempre, è al limite del thrash metal; difatti, questa resta una componente molto importante per la proposta dei quattro giovani metallari irlandesi – che non deluderà i fan dei suoni vintage/classici. Nonostante la band non abbia abbandonato i suoni e le atmosfere anni ’80, mostra più confidenza e tecnicità con gli strumenti, con i riff granitici del chitarrista Adrian Foley a rappresentare una certezza. C’è da aggiungere che i nuovi brani risentono anche del marchio dei Judas Priest, una band che è molto probabilmente tra le loro più importanti influenze… Kill or be killed, con la sua carica esplosiva, apre le danze del nuovo disco; ed è un brano che (appunto) non nasconde l’amore per gli appena citati Priest! Successivamente troviamo Reflections of Madness, che senza ombra di dubbio sfiora uno “stile” più vicino allo Speed Metal – sia per la velocità di esecuzione, sia per la voce. Poi ancora, con la quinta traccia Through the Void la band ci delizia con un episodio che, nella sua introduzione, ci riporta a suoni e atmosfere di maideniana memoria (ascoltatela e ditemi se sbaglio!), per poi trascinarci in un interessante mid tempo; a chiudere infine troviamo Vengeance, l’unico brano interamente strumentale e, diciamolo, un po’ diverso dal resto dell’album, pur affascinante con il suo alone di tensione e, allo stesso tempo, di mistero. Certamente, non sarà il disco heavy metal dell’anno, ma... lode agli Stereo Nasty e al loro amore per questo sound – e oggi, come due anni fa, consiglio l’ascolto e (soprattutto) l’acquisto agli amanti delle sonorità sopracitate. Il disco d’esordio mi era piaciuto (lo ammetto), ma all’epoca ho dato un voto un po’ esagerato… questa volta, darò un voto più contenuto, ma resto dello stesso parere di due anni fa: “Divertirsi con il gusto retrò dei Stereo Nasty, gioire alzando il volume e innalzando le corna…”.
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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