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Reviews - Step Forward Jerk
:: Step Forward Jerk - Step Forward Jerk - (Autoprodotto - 2020)
Ah, eccoci finalmente alla nuova creatura in campo estremo del boss Baron Frankenheimer! Dopo esserci occupati delle inclinazioni crossover a tutto campo dei Rocky Horror tocca ora ai degni successori delle suggestioni brutal death dei Neka, che rispondono appunto al nome di Step Forward Jerk, band di recente formazione in cui il bassista è accompagnato da Sante Troia alla voce, Carlo Raspatelli alla chitarra e Simone Cantore alla batteria. Il rischio di replicare la formula già nota c’era eccome, ed ecco che (come pare si dica a Lucera) i nostri non si sono di certo fatti mancare il prezzemolo e le patate nel brodo, senza però tralasciare il sedano, croce e delizia delle verdure ma base fondamentale, come tutti sanno. Fuor di metafora (ma neanche tanto, visto l’artwork del disco), parte della riuscita di “Step Forward Jerk” è dovuta sicuramente a una buona dose di crust che fa capolino in una formula ben rodata ma qui decisamente rinnovata. Se poi per voi “crust” ricorda i peperoni cruschi piuttosto che il sedano, meglio ancora: avrete l’idea anche onomatopeica di un sound croccante (!) che non lascia prigionieri, com’è già evidente dalle iniziali “SFJ” e “One Last Chance”, con l’operato del combo foggiano che tradisce la passione per il death più marcio, sia esso dispiegato sul versante brutale o su quello crust / core. Certo, non tutto è ignoranza sonora e ci sono anche passaggi ragionati e costruiti con una certa perizia e con quegli arrangiamenti di chitarra che danno sempre soddisfazione, come avviene sui passaggi stoppati di “Living Nightmare” che aprono a barocchismi nello stile dei gloriosi Darkest Hour, o nell’intreccio tra riff e ritmiche di “Collapsing Into Nothing”, nei rallentamenti tipici della scena scandinava di “Last Chapter”, fino a sfiorare il black metal mescolato coi Carcass nelle plettrate serrate di “Neverending Death”. Su tutto si stagliano le vocals al vetriolo di Sante Troia, che sfiorano il parossismo su “Discordia” (con uno dei rari assoli di chitarra... la prossima volta ne voglio di più!), e soprattutto i sempre efficaci inserti “cinematografici” calati tra una traccia e l’altra. Lo vedi Larry? Lo vedi cosa succede quando cerchi di fottere chi non conosci?
Voto: 7,5/10
Francesco Faniello

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