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Raw & Wild Rockfest IX edizione



Reviews - Petralana
:: Petralana - Fernet - (Suburban Sky Records / Red Cat - 2019)
Premessa: il (non) voto che trovate a fine recensione non è per “cattiveria” e/o perché il disco è pessimo… tranquilli! Ho deciso di mettere SV perché la proposta (interessante, per carità) dei Petralana è un po’ troppo distante dai dischi che normalmente recensisco (e non solo io) su Raw & Wild – però voi leggetene lo stesso, perché ne vale la pena. I Petralana hanno già pubblicato due dischi: “Oggi cadono le foglie” nel 2011 – ispirato al Barone Rampante di Italo Calvino – e “A che ora arriva il dj” nel 2014; con “Fernet”, raccontano la storia di Pietro, un contadino delle Langhe durante la seconda guerra mondiale, e della sua fuga; dopo aver conosciuto l’orrore della guerra, diventa disertore e decide di emigrare in America (come descritto nel brano “Transatlantica”). “Fernet” è il viaggio in un mondo rurale che non esiste più, un mondo dove il Fernet (l’amaro) era l’unico sollievo per calmare le asprezze della vita; l’album, difatti, è un invito ad immergersi in un mondo passato attraverso l’ascolto. I Petralana nascono a Firenze nel 2002 e il repertorio iniziale omaggiava Fabrizio De André – influenza presente (anche) in quasi tutto il nuovo disco. Comunque, “Fernet” non è solo un disco, ma è un progetto che fonde diversi linguaggi espressivi: musica, teatro, video e animazione. Sul palco, i Petralana, con l’attore Pietro Traldi e accompagnati da un video animazione in stop motion, raccontano la storia di Pietro. Il mondo letterario di Cesare Pavese e di Fenoglio è stato il punto di partenza per questa vicenda: una storia divisa in 12 brani, con l’influenza di due cantastorie d’eccezione, Bob Dylan – soprattutto nei primi brani, “Fernet” e “Acqua tra le Mani” – e il già citato De André, che echeggia in quasi tutti i brani. Il disco scorre tranquillamente, tra gli echi dei cantautori sopracitati e con la voglia di osare; decisamente bizzarro il testo di “Liberazione” o l’idea di “Ho Sognato di Essere Cavallo”… fino al ritorno “alla terra e alle cose semplici”, come in “Vendemmia”, che chiude questo disco interessante, lontano da contaminazioni commerciali e/o da classifica (o sanremesi)… Anche la confezione in digipack è ben curata, con una copertina semplice ma d’effetto. Bravi ragazzi, continuate così! Per chi non smette di sognare; per chi ama le cose semplici; per chi non riesce a dimenticare De André…
Voto: SV
Giovanni Clemente

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