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Reviews - Numenor
:: Numenor - Chronicles From The Realm Beyond - (StormSpell Records - 2017)
Puntuale come un orologio svizzero, torna con un nuovo disco la band power/black serba Numenor (che praticamente pubblica un album ogni due anni), il terzo, per la precisione. La componente symphonic e power metal è sempre più palese, i testi e i temi sono sempre di ispirazione fantasy… e se avete amato i primi due dischi, Colossal Darkness (2013) e Sword and Sorcery (2015), Chronicles From The Realm Beyond non vi deluderà! Come sull\'album precedente, anche su Chronicles From The Realm Beyond la presenza della voce “delicata” femminile si trova a duellare con i growl della voce maschile, ormai veri e propri “attori” dei personaggi descritti sul disco. Rispetto a Sword and Sorcery, c’è un “palese” ritorno all’uso della voce growl, che si incastona tra le cavalcate di stampo power e le melodie fantasy. Una menzione speciale per la cover di Valhalla dei Blind Guardian, che personalmente non mi ha fatto impazzire (soprattutto, dopo averla riascoltata nell’ultimo live dei Bardi di Krefeld), tuttavia non sfigura nel disco, nella personale interpretazione dei Numenor. Cover a parte, c’è l’ennesimo “plagio” al Power Metal nostrano …provate ad ascoltare Cavernstone! Tralasciando le parti cantate in growl, per il resto, sembra di ascoltare un brano dei Rhapsody of Fire (sono sicuro che siete d’accordo con me). Per il resto, ci sono brani più interessanti e sulla scia di quanto hanno già pubblicato; anche se il massiccio uso del cantato in growl (rispetto al disco precedente) ha reso il disco più interessante. La prima traccia, Heart of Steel, è un brano che non avrebbe sfigurato in un qualsiasi disco Power Metal tra gli anni ’90 e gli anni 2000! Moria, Over the Mountains Cold e Witching Hour, sono la dimostrazione di quanto detto prima sull\'interessante connubio tra symphonic e black metal (diciamolo, la versione migliore della band). Realms Beyond è invece un intermezzo strumentale fatto di orchestrazioni, che fa da ponte tra la citata Over the… e The Last of the Dragonlords, altro brano più tipicamente power, dove la voce pulita (maschile) duella con il growling sotto il segno del metallo classico! Cos’altro aggiungere? Beh, che un altro passo in avanti è stato compiuto, anche se spero che i Numenor si levino di dosso i fantasmi dei Rhapsody of Fire (perché quel brano è spaventosamente uguale ai Nostri) e coltivino, piuttosto, il lato più estremo; perché è innegabile che la band dia il meglio nelle parti più “grezze”. Un disco consigliato a chi segue il power metal ma è stanco delle solite uscite; così come è consigliato anche a chi segue il symphonic (melodic) black metal. Siamo passati dal 6, per il primo disco, ad un bel 7 per questo nuovo lavoro… avanti così, la strada è quella giusta!
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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numenor-kingdom.bandcamp.com
www.facebook.com/Númenor-130231620372144
www.numenor-band.net
:: Numenor - Colossal Darkness - (Stygian Crypt Productions - 2013)
Questa band arriva dalla Serbia, con un passato a nome Esgaroth; dopo un periodo embrionico (?) e ben quattro EP (uno con il vecchio nome), vede il leader Despot (Marko Miranovic) prendere le redini e formare una nuova band (nel 2009) a nome Numenor. Così, finalmente pubblica il primo full-length con la russa Stygian Crypt Prod. La musica proposta è Symphonic/Epic Black Metal, e secondo l’etichetta russa il disco piacerà ai fan di Dimmu Borgir, Bal-Sagoth, Summoning, Wintersun, Ensiferum, Moonsorrow. Lo sfondo musicale di “Colossal…” è epico e drammatico, e nelle otto tracce affronterete brani diretti e con atmosfere mistiche e oscure. Le liriche di “Colossal…” sono ispirate dalla letteratura fantasy di J.J.R. Tolkien, M. Moorcock, R.E. Howard. Andiamo al disco, che inizia con “Opus Draconis” (come l’omonimo Ep del 2011) – è un’intro strumentale, vicina all’Epic Power Metal (di stampo europeo); poi si passa subito a “The Eternal Champion”, dove la voce di Despot si alterna tra stile power e black: provate ad immaginare i Domine (le melodie sono molto vicine alla band nostrana) che alternano i loro brani con un cantante black metal! Il disco segue un po’ troppo questa scia, a parte (si fa per dire) nell’ultima canzone (“The Sailor on the Sea of Fate”) che regala leggeri accenni alla “Tubular Bells”… sicuramente non è un album per i ‘puristi’ delle sonorità più grezze e blasfeme del Black Metal, ma posso consigliare “Colossal…” a chi ha apprezzato l’apertura mentale delle band sopracitate o a chi cerca qualcosa di differente dai cliché del Power Metal. Per me, “Colossal…” è troppo pomposo, e difficilmente si arriva a fine disco, anche dopo ripetuti ascolti; nel 2014 è previsto un nuovo album, e speriamo che la band ‘alleggerisca’ le sinfonie a favore di suoni più duri. Alla fine, il disco è quasi carino e come prima prova… sufficienza!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

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:: Numenor - Sword and Sorcery - (StormSpell Records - 2015)
A distanza di due anni, torna la symphonic black power metal serba Numenor, nostra vecchia conoscenza che in precedenza era sotto l’egida della Stygian Crypt Records! “Sword and Sorcery” è il loro secondo episodio, nel quale nuovamente non rinnegano le influenze di Summoning e/o Bal Sagoth, etc… senza per questo trascurare l’amore per il power metal sinfonico; esattamente come non rinnegano l’ispirazione dalla letteratura fantasy di Tolkien & Co. Bene, dopo l’intro è “Dragonheart” (beh… lo so, è un titolo banale e abusato da centinaia di band) che apre le danze con le sonorità appena citate, con l’aiuto di una voce femminile – ma con uno stile che ricorda moltissimo i nostrani Rhapsody of Fire (growl a parte). “The Arcanist” è il sequel di “The Alchemist”, brano presente nel primo disco, e qui il sound si fa più ‘oscuro’, grazie al supporto delle tastiere e della voce; “Dragon of Erebor” è densa di momenti epici, su base (musicale) power metal. Infine, per citarne ancora, “Sleeping Sorceress” è la traccia più lunga dell’intero disco, un pezzo che chiude e riassume le idee e le ispirazioni della band serba. Come dicevo per il primo disco, anche “Sword and Sorcery” non è un album per i ‘puristi’ delle sonorità grezze e blasfeme che hanno reso il black metal un sottogenere di nicchia, ma rispetto a “Colossal Darkness” il disco scorre con più facilità, sono migliorate le atmosfere e le melodie – anche se l’originalità lascia ancora a desiderare, soprattutto sul versante power metal. Consiglio questo platter a chi non ha pregiudizi per questa miscela tra symphonic black e power metal. Bravi ragazzi, un passo alla volta!
Voto: 6,5/10
Giovanni Clemente

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