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Reviews - Notturno Concertante
:: Notturno Concertante - Let Them Say - (Luminol Records - 2020)
Una carriera trentennale, carica di emozioni e rimandi sonori, maturate nel nome del prog italiano. “Let Them Say” è il primo disco pubblicato con la Luminol Records (etichetta indipendente, che ultimamente ci ha regalato dischi davvero interessanti); estremamente evidente è l’influenza Folk (come in “Finis Terrae” e nella title-track), il Rock, il Jazz e il Blues, che si mescolano e si legano armonicamente all’architettura compositiva, arricchendo ogni brano con sfumature originali; indubbia la matrice neo-prog e la ricerca dei suoni e delle atmosfere – interessante l’approccio mediterraneo, sia nei suoni che nelle atmosfere. Aleggia (qua e là) la figura di Peter Gabriel e non potrebbe esser altrimenti, considerando la vicinanza con il suo ex gruppo (i Genesis); non a caso, collaborano spesso con Ray Wilson – l’ultima volta dal vivo a Roma nel 2019). La band muove i primi passi negli anni ’80 (a Grottaminarda – Avellino) pubblicando “The Hiding Place” già nel 1989; nel tempo, hanno collaborato con Tony Pagliuca (de Le Orme), attrici (come Lina Sastri, Daniela Poggi, etc…); numerose anche le collaborazioni internazionali – il brano “Nocturne” è inclusa nella compilation “Double Exposure” curata da Steven Wilson; hanno inoltre composto numerosi brani per film, per radio, per la TV… insomma, una band che ha lavorato molto e che ha ancora molto da dire, ecco perché vi invito ad ascoltare “Let Them Say”; l’album regala interludi di piacere e momenti avvincenti, con atmosfere davvero interessanti. La titletrack è un brano strumentale dove il prog e la componente folk si mescolano e che ci portano al successivo brano “Delicate Sabbath”, una bella cavalcata prog strumentale. Da “Dei Miei Sospiri” in poi, le atmosfere e il sound della band campana si moltiplicano, si trasformano, si alternano… fra melodie sognanti e idee superlative; come già citato, “Finis Terrae” fa suo il fascino folkloristico (molto arabeggiante), accompagnandoci in un viaggio verso una terra distante. Degna di nota anche “Handful of Hopes”, un brano eccezionale sia per l’utilizzo di strumenti classici, sia per l’accenno elettronico (tra i brani più belli del disco!), mantenendo quella “costante” del folk. Chiude con un altro bel mix di violino (di Molly Jouce e Nadia Khomoutova), violoncello (di Kaitlyn Raitz) e le sonorità moderne… “Let Them Say” è un disco eccezionale! Un disco che non ha “voce”, ma le chitarre (tastiere e sampling) di Lucio Lazzaruolo, Raffaele Villanova e del batterista Francesco Margherita, ci portano in questo lungo e piacevole viaggio, nel primo disco interamente strumentale – e come dice Raffaele Villanova: “una svolta stilistica notevole per noi, basato com’è sulla coesistenza tra strumenti classice ed elettronica, senza però, rinunciare a certe radici musicali”. Un disco che piacerà a chi ha la mente aperta, alle sperimentazioni e alle sonorità senza barriere. Prog, Folk, Elettronica… questo è “Let Them Say” e questi sono i nuovi Notturno Concertante. Band che rispecchia molto l’ottica della giovane etichetta, che si “ispira” a Steven Wilson – al suo stile e alla sua musica atipica – molto bella, nella sua semplicità, è anche la copertina. E poi, diciamolo, stiamo parlando di una band italiana, che merita davvero tanto; complimenti ragazzi, continuate così! A quanto pare, Grottaminarda è fucina di band talentuose; difatti non possiamo che citare i giovani La Janara, che sono della stessa cittadina (ne abbiamo già parlato su Raw & Wild) – ed è un’altra band che fonde Prog, Folk (e tradizioni), sebbene con sonorità più “oscure” rispetto ai nostri.
Voto: 8,5/10
Giovanni Clemente

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