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Reviews - Khemmis
:: Khemmis - Doomed Heavy Metal - (Nuclear Blast - 2020)
Gli americani Khemmis sono fra le maggiori promesse del metal a livello mondiale. In attività del 2012, la band è dedita ad un epic doom principalmente di stampo “candlemassiano” con richiami alla NWOBHM. Tutto questo condito da elementi moderni come l’inserimento di parti growl e più saltuariamente di atmosfere sludge. Dopo 3 album di ottima fattura, la band pubblica questo EP, contenente 6 pezzi di cui solo 1 “inedito”, la cover di “Rainbow in the dark” di Ronnie James Dio .
Proprio con questa si aprono le danze, la versione dei nostri non si discosta più di tanto dall’originale a parte un’atmosfera più cupa ed una bella accelerazione nell‘assolo centrale (da applausi in tal senso il lavoro fatto dalle 2 asce, Ben Hutcherson e Phil Pendergast. La seconda traccia “A conversation with Death”( pubblicata già nel 2017 nello split album con gli Spirit Adrift dal titolo “Fraught with Peril”) è invece la rivisitazione di una composizione di Lloyd Chandler, musicista folk americano degli anni 20. La canzone parte con una suggestiva ed emozionante armonia vocale a cappella per poi svilupparsi in pieno stile Khemmis : un doom evocativo ed angosciante ma allo stesso tempo epico., con assoli melodici e intrecciati che richiamano alla mente gente come Judas Priest ed Iron Maiden. Un minaccioso basso introduce la successiva “Empty throne” (già pubblicata come singolo nel 2017), un classico pezzo doom, con melodie vocali sognanti che si alternano ad assoli e armonizzazioni dove le chitarre, anche questa volta, sembrano quasi “cantare” per quanto sono piene di pathos e melodia.
La seconda parte del EP è composta da 3 tracce live, prese ciascuno da uno dei tre album pubblicati finora: “Bloodletting” da “Desolation” (2018), “Three Gates” da “Hunted” (2016) e infine “The Bereaved” da “Absolution” (2015). Le canzoni sono suonate in modo impeccabile e non perdono l’atmosfera originale, grazie anche ad un ottima qualità di registrazione.
Per concludere: si tratta di un ottimo prodotto che spezza l’attesa per il quarto album, dove ci si aspetta la definitiva consacrazione della band. La presenza di soli 3 pezzi live e registrazioni fino adesso relativamente rare ne fanno un prodotto appetibile più che altro per i fan di vecchia data. A chi vuole approcciarsi per la prima volta al mondo Khemmis, si consiglia invece uno qualsiasi dei vecchi album dove sono espresse maggiormente le qualità e lo stile della band.
Voto: 7,5/10
Stefano Sofia

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