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Reviews - Folkstone
:: Folkstone - Briganti Di Montagna - (Autoprodotto – 2007)
I Folkstone sono una nuova realtà formatasi a Bergamo, dedita al medieval metal (sottogenere del folk metal di origine teutonica e presentato dalle band: Haggard, In Extremo e Subway To Sally per intenderci). La band giunge a registrare questo suo primo demo nel 2007 dal titolo “Briganti Di Montagna” come presentazione della loro proposta musicale: un sound che si avvicina molto a quello dei teutonici In Extremo.
Il prodotto è formato da cinque brani dove la componente folk viene amalgamata perfettamente al metal dando vita così a dei brani mai ripetitivi, aggressivi e melodici al punto giusto, di cui quelli che maggiormente meritano attenzione sono: “In Taverna”, “Con Passo Pesante”, “Alza Il Corno”. Ma anche le rimanenti canzoni da me non citate sono comunque molto valide.
Nel complesso questo risulta essere un prodotto di più che buona fattura e che consiglio a tutti gli amanti del folk metal. Ci voleva una novità del genere nell’ambito italiano!
Voto: 7.5/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

Contact:
www.myspace.com/folkstone
:: Folkstone - Diario di un Ultimo - (Folkstone Records / Audioglobe - 2019)
Ok, lo ammetto, non sono una grande amante del folk e delle cornamuse. Preferisco perdermi nei meandri oscuri e nelle melodie malinconiche tanto care alla dark wave, eppure c’è qualcosa nella musica dei Folkstone che mi porta ad ascoltarli con attenzione e curiosità. Credo che sia colpa della poeticità di certi testi, unita al linguaggio a volte così forbito, o forse sarebbe meglio dire antico, o perlomeno fuori dal tempo. Lontano miglia e lontano secoli da questo nostro tempo e dalla modernità usa e getta, coi suoi ritmi serrati che non amano la riflessione. Ascolto “Diario di un Ultimo”, ultimo lavoro del gruppo, immaginando di trovarmi in valli lontane, immersa in una natura libera, selvatica, al suono di arpe, flauti e cornamuse. Come tradizione della band, anche in quest’album ci troviamo di fronte ad una miscela esplosiva di rock, folk e metal. Con canzoni dai riff aggressivi ed incalzanti, dai ritmi vivaci e ben scanditi, e da melodie coinvolgenti, cantabili e ballabili. Uno strano connubio di antico e moderno, di poesia e di adrenalina, di grazia e di forza. Se potessi descrivere il tutto con un’immagine, sarebbe quella di una roccia immersa in acque limpide. E sarà forse per una questione di gusto personale, se le canzoni che ritengo più riuscite nel disco sono proprio quelle dove le due voci, quella maschile, roca e possente, e quella femminile, melodiosa ed aggraziata, si fondono con naturale armonia. Ma è il forte messaggio di libertà che lega le quattordici tracce dell’album a incantarmi davvero. Ai ritmi sostenuti delle chitarre elettriche e alle onnipresenti cornamuse si accompagnano testi tremendamente attuali perché calati in “una società ormai votata all’odio”. E mi chiedo cosa significhi essere, appunto, gli ultimi. Tutto il disco sembra percorso da questa domanda, legata alla volontà di sottrarsi al conformismo, per aspirare al valore della libertà, ed a cantarla con fierezza, gioirne, urlarla al mondo, come in una “danza che scompiglia”. E non importa se lo scacco da pagare è quello di essere tacciati di pazzia. “Tu sei come me!” è l’urlo di gioia e di libertà di “Elicriso (C’era un pazzo)”, personalmente una tra le canzoni che, per la bellezza di testo e musica, metto in cima alle mie preferenze tra le altre dell’album. Concetto poi ribadito in “Una sera”, un vero e proprio inno all’irriverenza dal ritmo coinvolgente, una danza sfrenata, “delirio che crea dipendenza”, e di nuovo la mia immaginazione corre a giorni lontani, tra brindisi e boccali ricolmi di vino. È sete che non si placa, grido, desiderio insopprimibile. Perché ci vuol talento anche per impazzire, come recita la frase di apertura di “In assenza di rumore”, un altro di quei pezzi dal ritmo trascinante, pur con le sue armonie delicate che trasportano lontano, abbellito da un testo intenso ed estremamente poetico, pur nella sua concretezza. E continuo a riflettere su quella domanda, “Di che colore è la mia anima?”... Ma ancora c’è il sentore di leggende e magia, di inverni lunghissimi, di cieli di fuoco al tramonto e di stelle che narrano storie, di stradine battute da viandanti instancabili, di incontri tra raminghi solitari, malinconici richiami ad incontri forse passati, di quella voglia di essere ebbri di vita, randagi per scelta.
È un insieme di leggerezza e profondità questo “Diario di un Ultimo”, un viaggio musicale dove l’allegria si intreccia alla nostalgia e la frenesia all’introspezione. Sicuramente un lavoro molto ispirato, tale da piacere agli ascoltatori più diversi e, sicuramente, tale da non lasciarli indifferenti.
Voto: 8/10
Carmen Luna Cirigliano

Contact
www.facebook.com/folkstone
:: Folkstone - FolkStone - (Fuel Rec./Self – 2008)
È passato un solo anno da quando i nostrani Folk Stone composero “Briganti Di Montagna”, EP che permise alla band di entrare a far parte della bill di vari e importanti festival europei. Sembrebbe che i nostri non vogliano fermasi più componendo questo loro primo full leight omonimo.
L’Album è formato da dieci brani più un’intro e un’outro di puro medieval metal (per chi non lo sapesse, è il genere suonato dai teutonici In Extremo), il tutto è di alto livello: ottima prova per tutti i musicisti che propongono degli ottimi arrangiamenti, dei passaggi per nulla scontati e melodie e ritornelli dalla facile memorizzazione.
Le liriche, pur essendo interamente in italiano, non cadono mai nel banale riuscendo a trascinare l’ascoltatore nell’era medioevale.
Per quanto riguarda i brani, risultano essere mediamente di ottima fattura, ne sono alcuni esempi: la malinconica “Rocce Nere”, la cover del brano “Igni Gena” degli Schelmish e “Alza Il Corno” brano che (escludendo l’outro) chiude l’opera, che con le sue allegre melodie colpisce sin dal primo ascolto e può essere ascoltato innumerevoli volte senza mai risultare essere stancante.
E inoltre l’album viene presentato in una confezione digipack molto curata in tutti i dettagli e con una superlativa qualità audio.
Ottimo album che può essere la perfetta colonna sonora di una bella festa a base di carne suina e (cosa che in questi contesti non può affatto mancare) tanta e sana birra o, per tutti coloro dai palati sopraffini, dell’ottimo e abbondante vino.
Voto: 8/10
Pax (Antonluigi Pecchia)

Contact:
www.myspace.com/folkstone
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