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Reviews - Eversin
:: Eversin - Armageddon Genesi - (My Kingdom Music - 2018)
I siciliani Eversin sono tornati! Con un nuovo disco violento, di puro thrash metal pesante e furioso… che ospita Ralph Santolla (recentemente scomparso) in “Soulgrinder” e Lee Wollenschlaeger (Malevolent Creation) nella title track – l’etichetta consiglia il disco ai fan di: Slayer, Testament, Annihilator, Grip Inc., etc. Nell’album, il groove (poco, ma c’è!) è sempre presente, come lo è il cantato growl… ma sono le atmosfere apocalittiche e claustrofobiche che non lasciano respiro brano dopo brano – ma solo voglia di scapocciare dalla prima all’ultima traccia (provate!). “A Dying God Walks the Earth” è un breve brano strumentale / iniziale… spetta a “Legions” aprire ufficialmente le danze, un primo brano davvero esplosivo, carico di rabbia, con la sezione ritmica martellante e, come dicevo poche righe fa, claustrofobico (come la maggior parte dei brani), anche per il massiccio uso di voci growl rispetto al passato. Si continua con la stessa rabbia e la stessa enfasi anche con i successivi “Jornada del Muerto” e “Soulgrinder”, che spesso ricorda (oltre al thrash metal violento degli Slayer) quel thrash ricco di groove degli anni ’90. Con “Where Angels Die” si respira un po’ – almeno nella parte iniziale – per poi venir catapultati in una dimensione diversa, dove la rabbia e l’alternanza di voce clean e voce growl ci preavvisano dell’arrivo di un violento armageddon! A chiudere, troviamo “To the Gates of the Abyss”, un brano “diviso” in due parti: nella prima parte ritroviamo un approccio più groove e moderno (molto rallentato rispetto ai brani precedenti) – beh, a dir la verità, questa parte è molto Nu Metal! Nella seconda parte, invece, il brano cambia un po’ la velocità… e con una marcia in più, oltre alla voce dalla timbrica malvagia – senza “nascondere” questa versione della band… comunque, dal 2008 ad oggi, gli Eversin ci hanno regalato quattro dischi sempre interessanti; hanno collaborato sempre con pezzi da novanta (ricordiamo alcune collaborazioni: Tony “Demolition Man” Dolan, Glen Alvelais, James Rivera…); hanno partecipato a importanti festival metal, non solo in Italia (tra cui ricordiamo il Rock Off Turkey, il Rockavaria, il Chania Rock Festival…)… e chissà cos’altro potrà regalarci questa “feroce” band italiana in futuro!? Se vi son piaciuti i dischi precedenti, se amate il thrash anni ’90, se vi piacciono i dischi violenti e apocalittici… beh, “Armageddon Genesi” è quello che state cercando! Gli Eversin, come già accennavo con l’uscita del precedente EP, sono una band che non si è adagiata sugli allori, anzi; cerca sempre nuove soluzioni, nuove atmosfere e soprattutto, vuole ancora sperimentare e ricercare collaborazioni di tutto rispetto. Un (nuovo) applauso agli Eversin… e a noi/voi, non resta che alzare il volume!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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:: Eversin - Divina Distopia - (My Kingdom Music – 2010)
Primo album con il nuovo monicker Eversin (ex Fuoco Fatuo), la band nostrana si presenta al pubblico con questo “Divina Distopia” con un metal–prog dalle sonorità abbastanza varie, ricordando spesso e volentieri sia gli Annihilator che i Megadeth, ma anche i Symphony x.
L’idea non è per nulla male, però la nota dolente di questo “Divina Distopia” sono le parti vocali a mio avviso non eccelse che sporcano la buona esecuzione dei brani.
Nell’album troviamo, come per ogni prog-metal band, brani di oltre sei minuti con cambi e virtuosismi di ogni genere: dal sinfonico al tecno thrash, senza dimenticare la scuola del buon vecchio NWOBHM, ma senza essere ripetitivo. Se ci fosse un cantato migliore il tutto avrebbe avuto maggior qualità.
Un’altra nota sgradevole è la produzione a volta scarsa, secondo me nella batteria, ma decente nella chitarra, che la sezione migliore.
“Divina Distopia” degli Eversin si guadagna comunque una sufficienza.
Voto 6/10
Antonio Abate

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:: Eversin - Flagellum Dei - (Club Inferno Entertainment/ My Kingdom Music - 2016)
Gli Eversin non si adagiano sugli allori e pubblicano “Flagellum Dei”, secondo singolo tratto da “Trinity: The Annihilation” (terzo album della band siciliana); a completare il dischetto, oltre alla title track troviamo: “Refuse/Resist”, cover dei Sepultura – con la partecipazione di Mick Montaguti degli Electrocution; “For the Glory of Men MMXVI” (nuova versione di “For the Glory of Men”); infine, un remix in versione industrial di “We Will Prevail” ad opera di Mario De Castro dei Jack Jumper. Senza mettere in discussione il thrash metal, non si può negare che ai siciliani piaccia sperimentare – e quale miglior occasione, se non in un Ep? È una succulenta occasione per i collezionisti e per i fan della band (e non solo); in teoria non c’è molto da aggiungere da quello che avevo già scritto per il disco “Trinity…”, perché la band dimostra sia di aver consolidato le idee ed il groove, ma anche di non perdere occasione per allargare i propri confini e arricchire il proprio sound. Poche parole per pochi brani… ma la sostanza non cambia, un applauso agli Eversin, di cui attendiamo come sempre le prossime mosse. Inoltre, la band annuncia che sarà l’opening act del concerto degli Exodus il prossimo 20 agosto alla Festa di Radio Onda D’Urto a Brescia – potrete pogare, pogare, pogare…
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

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:: Eversin - Tears on the Face of God - (My Kingdom Music Records - 2012)
La band in questione nasce nel 2000 col monicker “Fuoco Fatuo” (pubblicando due demo e un album con questo nome). In un secondo tempo la band pubblica l’album “Divina Distopia” (nel 2009), cambiando il nome in “Eversin”; il successo dell’album permette alla band di andare in tour con Death Angel, Centurion, Drakkar, ecc… Ma ecco che l’etichetta ci presenta “Tears on the Face of God”: “… è un album capace di coniugare il metallo del passato con quello del futuro, un massacro sonoro attraverso l’epicità e il power…” Sarà vero? Naturalmente pigio il tasto (il classico caro tasto) Play e via... Puntualizzando, a chi li segue dagli esordi, che la band aggiunge nuove idee e rinnova il sound, arricchendolo con suoni freddi – in stile vicino al Thrash moderno. La band siciliana, sembra muoversi in un “Power Thrash” caro ai vari Nevermore, Annihilator , Megadeth & C … peccato che nonostante la bravura strumentale dei nostri, le idee sembrano confuse e la voce del cantante non sempre è all’altezza della proposta. Lo ammetto, tecnica e idee sono (e di alto livello), ma la band, han messo troppa carne a cuocere, eccedendo un po’ – ma ci si perde nel corso dell’ascolto; credo sia giusto che la band continua a sperimentare, ma forse è anche meglio se la band si concentri su qualcosa da sviluppare senza (per forza) strafare! Vi segnalo la presenza dello special guest: Tony “Demolition Man” Dolan (Venom) sul brano “Nightblaster”; altro special guest: Simone Mularoni (Dgm, Empyros) – guitar solo nel brano “The Tale of a Dying Soldier”! Quest’album è per me sufficiente, ma sono sicuro che se la band si soffermerà a sviluppare meglio le idee, avremo sicuramente un’altra band da esportare nel mercato internazionale. Voi – comunque – ascoltatelo!
Voto: 6/10
Giovanni Clemente

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:: Eversin - Trinity: The Annihilation - (My Kingdom Music - 2015)
Ricordiamo che gli Eversin nascono nel 2000 (come Fuoco Fatuo), e non li ascoltavamo da “Tears On The Face Of God” del 2012, un disco più vicino ai suoni di Nevermore, Annihilator & Co. Da esso non si discosta di molto “Trinity: The Annihilation”, un disco comunque più carico di groove con due special guest: James Rivera (Helstar) in “Fire Walk With Me”, e Glen Alvelais (Forbidden, Testament) in “We Will Prevail”. Il titolo dell’album si riferisce al codice usato per l’esplosione di un’arma nucleare nel New Mexico il 16 luglio 1945; come in precedenza, la guerra è un tema molto caro alla band siciliana. Ritornando al disco, il sound della band si avvicina sempre più al thrash metal, senza trascurare la tecnica e il groove. Sonorità moderne e a volte fredde; bello il duetto/duello tra Rivera e Ferrante in “Fire Walk With Me”, cito volentieri anche “We Will Prevail” non solo per l’assolo di Alvelais, ma perché sintetizza l’aggressività del disco e della band; ricordiamo anche che il mastering è stato realizzato da Stu ‘Hammer’ Marshall presso i Frontiers Mastering Studios di Sidney (Australia). Aggiungo un piccolo commento positivo sulla copertina, con un’immagine fredda, una scena apocalittica che è diretta conseguenza dell’olocausto post-atomico! Anche “Crown of Nails” è un brano interessante, vi invito ad ascoltarlo. Non solo Nevermore, dunque: in questo disco c’è molto di Destruction, Slayer, Annihilator e in generale di un approccio più diretto alla tradizione thrash… le influenze aumentano e le notate brano dopo brano! A chiudere “Trinity: The Annihilation” è proprio “Trinity” come ‘avviso’ di evacuazione. Cos’altro aggiungere? Trovo che “Trinity…” sia un passo in avanti rispetto a “Tears On The Face Of God”; ma voglio dare un piccolo consiglio ad Angelo Ferrante, quello di migliorare un po’ il suo inglese… per il resto, decisamente promossi!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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