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Reviews - En Declin
:: En Declin - A Possible Human Drift Scenario - (My Kingdom Music - 2019)
Mi arriva coi primi freddi di settembre e si mescola ai colori spenti che porta l’autunno “A Possible Human Drift Scenario” il nuovo album dei romani En Declin, dieci tracce che dispiegano sonorità rock e dark, e che mi trasportano immediatamente, eppure con estrema eleganza, in atmosfere rarefatte e malinconiche, soffuse, che echeggiano nell’oscurità e sanno di riflessione, solitudine ed introspezione. Eppure non mancano affatto la passione e il ritmo, quelli del rock, ma il rock che nasce dalla combinazione delle loro note è in qualche modo decadente, nell’accezione romantica del termine: è riflessione, è qualcosa di intenso che si staglia dalla penombra, quasi una vaga (o vagheggiata) tristezza, preziosa perché “fragile come i ricordi”. Le influenze del progressive e del grunge più intimo e sofferto, quello che ricorda Soundgarden, Alice In Chains e Tool, danno vita ad un lavoro dove la melodia e l’eleganza si fondono al pathos e all’emozione. Gli arpeggi malinconici evocano scenari contemplati, o forse solo ricordati dall’occhio memoria. L’album si apre con l’ipnotica e sognante It\'s Time to Give it a Boot, quella forse più vicina alle sonorità dei Soundgarden, ma che rimane lo stesso personale ed identificativa dello stile di questo nuovo album del trio romano. Maggiore drammaticità è quella che emerge nei pezzi successivi e più cupi, The Becoming e Gea. Il resto dell’album si snoda tra tenue oscurità, echi lontani, immagini dark e sound elettronico che si incastrano perfettamente gli uni negli altri. Interessante, poi, la scelta di cantare alcuni testi parte in inglese e parte in italiano (Caronte, The Average Man, Social Legal Limbo). Il tutto si chiude con Another Day in Paradise, più che una cover (del celebre pezzo di Phil Collins) un’interpretazione, qualcosa di più emotivo, viscerale e personale, e a mio parere un’operazione riuscitissima. Si sono fatti attendere per dieci anni gli En Declin, ma ne è valsa la pena.
Carmen Luna Cirigliano
Voto: 9/10

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:: En Declin - Domino/Consequence - (My Kingdom Music – 2009)
Dopo due promo e un full-album gli En Decline, gruppo rigorosamente nostrano, escono con ‘’Domino/Consequence’’. Dopo il gran successo di “Trama” molti si aspettavano la riconferma ed è arrivata. Atmosfere cupe, ritmi lenti e oscuri, ma una voce che riporta tutto in auge. Mao, il vocalist, in undici tracce riesce ad infondere una calma e serenità a un genere come il dark rock progressive che generalmente usa voci molto più rudi e forti. In realtà tutto scivola un po’ troppo facilmente con pochi punti di interesse. I pezzi hanno un qualcosa di simile che le accomuna l’un l’altra, e i tempi tranne che in poche eccezioni, si mantengono sempre gli stessi. I punti buoni li ritrovo in ‘’Naiive’’ che esce un po’ dallo schema del testo inglese inserendoci all’interno frasi in italiano che, con mia enorme sorpresa, hanno cambiato completamente il volto della canzone (e se in futuro i testi fossero tutti interamente in italiano?). Di sicuro interesse è anche la cover dei Beatles “While The Guitar Gently Weeps”, interpretata molto bene con uno stile tutto loro. Un album che desta curiosità, ma da cui prender spunto per qualche modifica futura che possono dare una buona accelerata anche a livello nazionale. Il genere è un po’ particolare è vero, ma la voce di Mao e i ritmi che Tristano e Daniele danno con le loro chitarre possono certamente essere usate come carburazione per far decollare il prog rock in Italia.
Voto:6.5/10
Christian

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:: En Declin - Trama - (My Kingdom Come)
Finalmente dopo anni esordiscono i capitolini En Declin… E francamente si è rimediato ad una ingiustizia in quanto gli En Declin hanno rappresentato e rappresentano una band dal percorso musicale integro e coerente. L’album è stato prodotto agli The Outer Studios e questo fatto si sente in quanto, credo, ha amplificato la vena malinconica della band. I brani sono costruiti come un viaggio intimo e non cercano il clamore. C’è una visione intimista nel loro sound. Una visione intimista che li porta a prediligere momenti personali e di pura magia. Complimenti… Ogni tanto fa bene sentire della musica realizzata per pensare e viaggiare…

EMANUELE GENTILE

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