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Reviews - Detest
:: Detest - The End of All Ends - (Stormspell Records - 2017)
“Le tracce di The End of All Ends sono state scritte per una demo – che non è stata mai pubblicata – tra il 1991/1992. Anche se su alcune tracce mancavano i testi, o un coro, una solista… dopo tanti problemi/motivi, finalmente i Detest ce l’hanno fatta!”. Con questo “messaggio”, l’etichetta americana ci presenta i misconosciuti Detest; come di consueto, la Stormspell Records si conferma una delle poche etichette indipendenti che va a scovare/rispolverare anche demo interessanti, ma trascurate e/o abbandonate nell’oblio. I Detest arrivano dalla Svezia, hanno inciso solo qualche demo e qualche EP prima di dividersi; naturalmente, in questo The End of All Ends, troveremo il demo “abbandonato” più l’EP Thundersteel che è uscito nel 2012 – i brani sono stati ri-registrati: completati e poi risuonati. A dispetto del lavoro (e dal “bel” sapore vintage) delle chitarre di Micke Darth – che macina riff e emozioni epiche – l’anello debole del disco è la voce… non sempre all’altezza dell’epicità del lavoro. In Rete ho letto che il chitarrista Därth dichiara: “il brano mid-tempo Thoughts of Love è la canzone più remota di questa “raccolta”, ed è stata scritta per una band primordiale, quindi prima di subentrare nei Detest – risale dunque al 1987”. Se vogliamo parlare del sound di questa band e (o meglio) scoprire a chi possiamo accostarli, beh, possiamo dire che c’è un bel mix di NWOBHM oscura (quindi citerei gli Angel Witch), di speed metal in qualche frangente e, perché no, non mancano i riferimenti ai maestri Candlemass – anche la misteriosa ed oscura copertina è di questo avviso! Tra i brani più interessanti, cito volentieri: Final Hour (per i rallentamenti); Aim Higher (al limite con il thrash e dove ricordano i primi Metallica); Rebellion (per il sapore old style); The Creatures (un brano più veloce e dannatamente Heavy Metal) e infine la title-track, per il suo “omaggio” sabbathiano. Insomma, considerando che abbiamo a che fare con brani di “epoche” diverse e sicuramente di ispirazioni diverse… credo che sia ora di dare un ascolto al buon lavoro svolto da questa band svedese. Devo dire che personalmente ho davvero apprezzato questo disco; peccato però per la voce (altrimenti il mio voto sarebbe stato più alto, giuro!),che è spesso priva di mordente e di quell’alone di mistero e rabbia che ha caratterizzato le band “arcane” degli anni ’80 (e non solo). Perciò, se amate i gruppi citati e/o le sonorità di riferimento, beh... The End of All Ends è un album che di certo non può mancare nella vostra discografia… e allora, cosa aspettate: affrettatevi e non lasciate questi brani nell’indifferenza e nell’oblio, in giro c’è di peggio, e quel peggio continua a sfornare dischi mediocri!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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stormspell.bandcamp.com/album/the-end-of-all-ends
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