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Reviews - Carnifex
:: Carnifex - World War X - (Nuclear Blast - 2019)
I testi dei Carnifex sono basati tutti su elucubrazioni negative; in ogni album uscito (ben sei prima di questo “Word War X”) dalla loro fantasia vi è la tendenza alla depressione alla disperazione e quest’ultimo non fa eccezione. Provenienti da San Diego, fanno del deathcore la loro summa vitae, muscolarizzando un impatto sonoro già di per sé potente e violento. Questo “Word War X”, grazie ad uno splendido artwork e a una produzione compatta e altisonante (Jason Suecof: Death Angel, Job for a Cowboy), nonché alla Nuclear Blast come casa discografica, assume la forma di guerra apocalittica urlando un grido disperato di battaglia a questo mondo sempre più nel baratro. La title track è la summa del loro deathcore; ritmi veloci e compatti con rallentamenti arrabbiati, pesantezza a palate, con un palm-muting sincopato. La seguente “Vision of the end” incide per la doppia cassa che garantisce un effetto vorticoso, mentre “This Infernal Darkness” commercializza (alle volte non è un male come in questo caso) il deathcore da loro espresso grazie alla melodica visione di un addio ferale: muscoli, emotività, autodepressione, proprio le caratteristiche contraddizioni della musica metal moderna. “Eyes of the Executioner” e “All Roads lead to hell” sparano bordate velocità assurde che sbattono alla fine contro un muro di cemento armato provocando rabbia nella migliore scuola groove dei Pantera. Una rete mancata a porta vuota quella della song “No Light Shall Save Us” con una Alissa White-Gluz (Arch Enemy) purtroppo relegata al compitino senza sfruttare le sue doti in maniera completa. “Brushed By The Wings Of Demons” a suo modo è la più melodica del lotto mentre “Hail Hellfire” ci porta nella dimensione into the pit. La chiusura del disco “By Shadows Thine Held” firma la fine completa totale di questo mondo, con una rapida discesa negli inferi della più desolata esistenza umana.
Un disco che vuole emergere dallo strato di appiattimento culturale che il metal sta soffrendo cercando di accontentare un po’ tutti i fans, sia quelli più estremisti che quelli più melodici. Non è ancora il loro capolavoro (anche se siamo già alla settima fatica) ma ci sono segnali di ricerca di quell’originalità che nel deathcore latita.
Voto: 7/10
Daniele Mugnai

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