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Reviews - Black Phantom
:: Black Phantom - Zero Hour Is Now - (Punishment 18 Records - 2020)
“Can I play with Madness?”, “Posso giocare con la pazzia?”, dicevano gli Iron Maiden nel must di “Seventh Son of a Seventh Son”... Che cosa sia la pazzia e il filo sottile che segna la sua presenza nella normalità, è gioco forza una concetto soggettivo sia nella vita di tutti i giorni che nella vita musicale. Di pazzia gli Iron ne hanno parlato moltissimo e a loro si rifanno musicalmente i Black Phantom che tra suoni, vocalizzi e testi, restano la miglior band simil Vergine di Ferro della nostra penisola. Cloni degli Iron Maiden? E allora? Se la musica si dovesse basare solo sull’originalità ascolteremo sì e no una decina di gruppi. Questi Black Phantom suonano da dio (metallico), sanno il fatto loro, e hanno fatto molta gavetta trovando un equilibrio pressoché perfetto. “Zero Hour Is Now” dà il titolo al nuovo album partendo con un fortissimo richiamo a “Run to the Hills” già dalla prima canzone che si dipana poi in questa fulminante release. “Redemption” è una colata metal che scorre nelle vene, ed è un grande piacere uditivo sentire gli acuti “alla Bruce” di un Manuel Malini in stupefacente forma, così come le frustate clamorosamente precise ed affascinanti di Andrea Tito, uno dei migliori bassisti metal in circolazione. “Hordes Of Destruction” e “Schattenjager” sono rasoiate elettriche senza compromessi con Roberto Manfrinato e Luca Belbruno a rincorrersi tra assoli, riff e quella puntualità assoluta del batterista Ivan Carsenzuola che compatta ogni canzone dell’album. Cavalcata in mid-tempo per “The Road”, con la sua ariosità che richiama anche le acclamate accelerazioni degli eroi metallici inglesi nati grazie al bassista Steve Harris nel 1975 a Leyton, un quartiere nella zona orientale di Londra. Chi si ricorda della bellissima “Rime of the Ancient Mariner”? Ecco dunque che grazie alla successiva ”Aboard The Rattling Ark” i Black Phantom catalizzano un attacco ferale totale sviluppandosi nel finale in una progressive song tanto delicata quanto incisiva. Volete la differenza? Volete l’originalità? Soddisfatti o rimborsati con questa meraviglia di power ballad chiamata “Either You Or Me”. Inizio ottantiano, passando per un arpeggio molto catchy blues, in una versione heavy metal di “Black Lodge” degli Anthrax verosimilmente quando indugia su riferimenti quasi dark, passando per una linea vocale sublime e per un assolo melodico, fino alla corposità muscolare negli stacchi chitarristici. Con “Begone!” siamo alla purezza dell’heavy metal tradizionale: granitico il suo muro sonoro costruito su di un mid tempo perfettamente dipinto in quella tela musicale che si sviluppa ancor maggiormente con la conclusiva “Hands Of Time”, ricamando definitivamente la sua ragnatela di note e facendoci dire tutti in coro: “E Somewhere in Time siaaaa!!!”. Per la verità vi è ancora una traccia; il rifacimento di “Schattenjager” denominato “Schattenjager (Deutsch)” e cantato (neanche a dirlo) interamente in tedesco. “Zero Hour Is Now” è un disco sentimentale e sentimentalmente legato al vecchio sano puro heavy metal anni 80, quello della NWOBHM ove il cuore la passione il carattere ed anche la tecnica la facevano da padrone senza preoccuparsi di andare in classifica o di stare in uno show. Ottimo album per questi Black Phantom, avanti così con il loro incontaminato metal... contaminato sì invece dal cuore e dall’onestà musicale.
Voto: 8/10
Daniele Mugnai

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