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Reviews - Black Mama
:: Black Mama - Black Mama - (Andromeda Relix – 2013)
Il rock and roll sarà anche morto, ma i suoi eredi godono di ottima salute, a giudicare da quello che hanno tirato fuori dal cilindro i veronesi Black Mama. Il quartetto (Andrea Marchioretti, Paolo Stellini, Gianluca Nordera e Nicolò Carrozzi) è formato da componenti che hanno maturato esperienze in ambito hard rock, blues, folk e jazz, e questo background variegato appare chiaro durante l’ascolto. Infatti, su una matrice hard rock vengono inserite influenze blues, southern e soul, che rendono ricco e vario quanto contenuto in questo esordio. Quindi vi sembrerà di ascoltare i Led Zeppelin, oppure gli ZZ Top, ma non mancheranno riferimenti a Muddy Waters e Gov’t Mule o ai Foghat più funkeggianti. Se poi questo non bastasse, la proposta è arricchita ulteriormente da sfumature di natura psichedelica. Troppa roba sul fuoco? Forse, ma alla fine il pasto non è indigesto, anzi al termine dell’ascolto rimetteresti subito l’album sul piatto, perché scorre via che è una bellezza. Si parte subito bene con la zztopiana\\zeppeliana “’41-‘61”, ottima la rilettura del classico di Etta James “Tell Mama”. Con un titolo come “Blues Is Blues” è inutile stare a discutere sui contenuti, mentre il finale del disco si fa più acido e psichedelico con “Snake Out Blues” e “Keepin’ My Style”. A rendere il tutto più intrigante c’ha pensato l’Andromeda Relix, che ha pubblicato il disco in un magnifico formato simil Lp, che va integrarsi alla grande con i contenuti musicali. Senza scomodare i Black Crowes (è un caso quel “nero” in entrambi monicker?), mi sento di affermare che i nostri compatrioti possono sedersi comodamente al tavolo della nuova ondata di classic hard rock con gente del calibro di Graveyard e Kadavar.
Voto: 8/10
g.f.cassatella

Contact
www.andromedarelix.com
:: Black Mama - Where The Wild Things Run - (Andromeda Relix - 2019)
I Black Mama sono un power trio di Verona che si muove nel solco della tradizione del blues e del rock’n’roll; si formano nel 2009, intorno a Nicolò Carozzi (voce e chitarra), Paolo Stellini (basso) e Andrea Marchioretti (batteria). Il sound, come mi suggerisce l’etichetta, è un blues / rock’n’roll caldo e sanguigno, ispirato da artisti come The Allman Brothers Band, ZZ Top, Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Bad Company, Free, Rory Gallagher, etc… Il loro primo disco (omonimo) è uscito nel 2013, raccogliendo buoni consensi; ma è il palco il loro habitat naturale, dove la band si “diverte” con incandescenti jam session – hanno suonato (dal vivo) con gruppi e artisti del calibro di Yardbirds, Band of Friends (Rory Gallagher), Uli Jon Roth (Scorpions), Twin Dragons, Popa Chubby, New Trolls, Tolo Marton, etc… “Where the Wild Things Run” è il loro secondo disco, pubblicato (come con il debutto) dall’Andromeda Relix (e distribuito dalla GT Music); la copertina è molto calda e accattivante... ho davvero apprezzato. Basta premere il tasto play per ritrovarsi catapultati in un sound “americano”: è un viaggio tra sfumature, melodie e atmosfere che richiamano le paludi degli Stati Uniti! Cercare un “antipasto” di questo disco su YouTube, non è per niente facile; se siete fortunati, troverete “Whipping Post” – la cover degli Allman Brothers – suonata con maestria dal vivo (loro habitat naturale, come già detto). I brani dei Black Mama sono perfetti per il palco, perché sono brani carichi di pathos ed energia… ad esempio, un episodio come “Tell My Mama” non sfigurerebbe nella discografia delle band sopra citate, con la sua sintesi perfetta dell’anima del disco e della band: una potenziale hit! “Hands Full of Nothing But the Blues” è il brano più lungo del disco (non solo nel titolo); neanche a dirlo, qui è racchiusa l’anima blues della band… in “Feelin’ Allright” c’è l’energia del rock’n’roll, con la chitarra di Nicolò Carozzi, che a tratti sembra “ricalcare le orme” di Angus Young… Nicolò è bravo anche con la voce; una voce camaleontica, che riesce a trovarsi a suo agio, sia nei brani più energici, che in quelli più “rilassati”. Davvero un bel disco, che avevo iniziato ad ascoltare nei giorni di Sanremo… non a caso, un disco come “Where the Wild…” mi ha regalato felicità, e sapete perché? Perché in Italia la buona musica è lontana dai riflettori e dai programmi patinati – i Black Mama, non seguono le mode… seguono il loro cuore, e la loro passione – cercateli dal vivo, regalano vere emozioni.
Voto: 7/10
Giovanni Clemente

Contact
www.facebook.com/blackmamablues
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