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Reviews - Battle Beast
:: Battle Beast - Bringer Of Pain - (Nuclear Blast - 2017)
Ecco ritornare sul mercato una delle più belle band che il mercato metal ci abbia regalato negli ultimi 5 anni: i Battle Beast! Pochi giorni fa leggevo la recensione di questo disco su uno dei più noti web magazine italiani, dove venivano massacrati e sminuiti; macché... “Bringer Of Pain” - questo è il titolo del 4° capitolo della band finlandese - è il miglior disco che abbiano composto in tutta la loro carriera! C’è poco da criticare: la band - pur orfana di Anton Kabanen, chitarrista e songwriter principale - non ha perso la propria verve anzi l\'ha migliorata, riuscendo a consolidare la propria idea compositiva; ritornando alla recensione letta, parlava ormai di una commercialità della band, di un sound addirittura “pop metal”…aprite le orecchie e la mente, questo è sano e puro heavy metal!!! Senza fronzoli, con tanto di bellissima e pungente melodia che prende già al primo secondo, che ti trascina senza pietà.
Arma segreta della band è la straordinaria, bellissima, dirompente Nora Louhimo, cantante dalla ugola d’oro; qualsiasi nota che esce dalla sua voce è semplicemente poesia per le mie orecchie, ma un punto in più va soprattutto allo straordinario Janne Björkroth, tastierista onnipresente che rende unico il sound dei Beast, grazie ai suoi fantastici arrangiamenti ’80 style che rendono le composizioni ariose e fresche.
Di sicuro “Bringer Of Pain” vanta un set vario, fatto di un buon power di stampo teutonico a partire dalla title track, brano figlio dei migliori Accept, passando per la prima traccia “Straight To The Heart”, brano dai sapori power rock con tastiera sontuosa e ritornello spacca schiena, fino alla ruffiana “King For A Day” bellissimo singolo apri pista, dai sapori anni ’80; ma come tralasciare il mid- tempo dal sapore class metal di “Beyond The Burning Skies” con la voce camaleontica della Louhimo in primo piano? Da menzionare anche la bellissima cavalcata epica di “Bastard Son Of Odin”: da premiare la bravura nel passare a situazione violente e più heavy, fino ad arrivare a una “Dancing With The Beast”, brano che abbandona l’heavy per passare al new wave-synth pop delle migliori band degli anni ’80 ed è fantastico ascoltare Louhimo trasformare la sua voce dalla consueta versione di Rob Halford al femminile in una stupenda e calda Cyndi Lauper; ancora da rimarcare questa sua delicatezza vocale nel brano finale, la bellissima ballata “Far From Heaven”.
C’è poco da criticare quando si è capace di sfornare un disco che ha 7-8 brani come singoli potenziali: come detto in altre recensioni passate, la gente ormai ha bisogno di ascoltare dischi che entrano subito nella testa, che lasciano subito il segno senza complicazioni e i Battle Beast - come già ripetuto in altre situazioni - oggi sono questo, una band che sforna dischi di facile ascolto, senza fronzoli, che catturano subito l’ascoltatore.
Scontata parlare di una produzione all’altezza, potente cristallina e soprattutto pulita, che fa risaltare al meglio la bellezza di questo nuovo e rombante “Bringer Of Pain”, miglior disco dei Battle Beast! Semplicemente vincente!!!
Voto: 10/10
Antonio Abate

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www.battlebeast.fi
:: Battle Beast - Unholy Savior - (Nuclear Blast - 2015)
I Battle Beast hanno compreso perfettamente come funziona il mercato del disco oggi! Vincitrice della Metal Battle del 2010, la band finnica ritorna sul mercato dopo il successo dell’omonimo disco, da me ripetutamente sparato in auto. Unholy Savior, nuova fatica di questa fantastica band, non si discosta stilisticamente del precedente disco, dove la band ci aveva regalato un ottimo connubio tra riff di stampo teutonico, figli dei migliori Accept, e una fantastica parte cantata ad opera di Noora Louhimo, eccezionale vocalist, dotata di prestanza e bellezza vocale mai sentita fino ad ora; la Louhimo grazie al suo graffiato fa rivivere le gesta del grande Blackie Lawless, ma è anche in grado di ammaliare appena la sua voce si rilassa. Entrando in merito alle composizioni di questo nuovo cd, l’unica differenza che troviamo è una maggiore presenza della componente power, con la band che come al solito alterna brani di puro e sano heavy metal con magnifici mid tempo e parti più fedeli a band power, senza mai dimenticare la qualità e soprattutto l’immediatezza di ogni canzone, senza mai rendersi pesanti e sempre di facile ascolto. 11 tracce ricamate perfettamente sull’ugola dirompente di Noora Louhimo, che brano dopo brano lascia di stucco l’ascoltatore, passando dalla magnifica cavalcata di apertura “Lionheart”, all’epica title track “Unholy Savior”, all’hard rock di “I Want the World”, figlio del metal americano dei W.A.S.P.; la violenta “Madness” primo singolo estratto da questo cd; per arrivare alla chicca di “Sea Of Dreams”, ballata dove la Louhimo dà sfoggio della sua duttilità ma soprattutto bellezza vocale; ma dopo il ballatone ecco far fiorire la componente power in una “Speed Of Danger” che farà rizzare i capelli a tutti i defenders più incalliti; una particolare “Touch In The Night” segue, è da brivido come questa band sia capace di mutare, creando un’atmosfera figlia delle migliori band synthpop new wave anni 80, con “Touch In The Night”. Qualcuno più tradizionalista potrebbe storcere il naso, ma attenzione: chiudete gli occhi e lasciatevi trascinare dalla fusioni di questo sound elettronico con i chitarroni e soprattutto dalla magnifica voce della Louhimo, che fa ricordare le gesta delle migliori vocalist anni 80 del genere; dopo una strumentale e una parte acustica, si ritorna al teutonico violento come “Far Far Away” che magicamente nel ritornello si trasforma in un violento coro in stile W.A.S.P.! L’amore per questa band si vede anche grazie alla presenza di “Wild Child” come cover presente nel cd! L’album si chiude con un’altra ballata che vede sempre in primo piano la prova vocale della Louhimo, “Angel Cry”. Che dire in conclusion, disco fantastico che attualmente non ha concorrenza, chiaramente vanno fatti i complimenti alla band che ha creato questo album, decorato alla perfezione dalla menzionata infinitamente Louhimo, ma supportata da una sezione ritmica quadrata e perfetta, da una sezione chitarre da paura, con Anton Kabanen in grande spolvero nei soli, veloce e di gusto nello stesso tempo e da un Janne Björkroth, tastierista della band, che riesce dare eleganza alle composizioni senza mai essere eccessivamente invasivo. Capolavoro!
Voto:10/10
Antonio Abate

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