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Reviews - At The Drive In
:: At The Drive In - Diamanté - (Rise Records - 2017)
Ennesimo disco recensito in ritardo, ma in questo caso potevo fare tutto fuorché ignorare questa piccola chicca degli At the Drive In, uscita in occasione del Record Store Day dello scorso novembre e riascoltata a intervalli regolari da allora. Ma come, mi direte... il Record Store Day non era ad aprile? Certo, vi rispondo: solo che gli americani hanno pensato di abbinarne uno anche al loro tanto sbandierato Black Friday, quindi ecco a voi questo “Diamanté”. Nomen omen, non c’è che dire; il lupo perde il pelo ma non il vizio, e visto che sono da tempo convinto che tutto ciò che tocchino Cedric Bixler Zavala e Omar Rodriguez-Lopez diventi oro, loro non fanno che confermare questa mia definizione. Ho iniziato con i Mars Volta e l’heavy rotation di “The Widow” in una torrida estate dei Noughties (nonostante “Frances The Mute” fosse uscito a febbraio), sono saltato sulla sedia al primo ascolto dei clamorosi Antemasque e sapevo chi erano gli At The Drive In, anche se l’ascolto di “Acrobatic Tenement” – incredibilmente – mi aveva lasciato freddino. Finché non ho trovato il cd di “Relationship Of Command” e... ho capito tutto. Ecco, i tre pezzi di “Diamanté” sono per me la continuazione di quel momento di agnizione, tre schegge che condensano in pochissimo tempo quel pugno nello stomaco ricevuto in quell’occasione. È stato come se mi avessero sparato un diamante nel cervello, per citare il colonnello Kurtz, e non è escluso che i cinque texani abbiano pensato a qualcosa di simile, nello scegliere il titolo dell’EP. Si inizia da “Amid Ethics” e si è subito a casa, specie se siete avvezzi a queste sonorità “post”, fresche e scoppiettanti come appena sfornate; si passa per “Despondent At High Noon” e le sue bordate fugaziane nei cori, tanto per ricordarci da dove veniamo, e si chiude con la tagliente e cadenzata “Point Of Demarkation”, aperta da un groove di batteria e basso che per un attimo richiama i gloriosi Rage Against The Machine degli esordi. Non c’è che dire... cercate di far vostro questo dischetto e siate al contempo indulgenti con il sottoscritto: quando sento la voce di Cedric Bixler Zavala, penso a quell’estate, calda, spensierata e fuori di testa così come le stagioni dovrebbero essere!
Voto: 8,5/10
Francesco Faniello

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www.atthedriveinmusic.com
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