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Reviews - Ancient Knights
:: Ancient Knights - Camelot - (Diamonds Prod. - 2020)
“Camelot” è il titolo dell’esordio degli Ancient Knights, un progetto tutto nostrano che si muove sui binari del power metal e del neo-classical metal, con molte influenze da parte di artisti come Yngwie Malmsteen, Stratovarius, Rhapsody of Fire, Luca Turilli, Helloween, Heavens Gate, Avantasia, Richard Andersson, Europe. La lista degli ospiti chiamati in questo album è davvero molto lunga, e infatti la band parla di una vera e propria “metal opera”, con all’interno musicisti del calibro di Roberto Tiranti, Goran Edman, Fabio Lione, Elisa C. Martin, Matt Siddi e altri ancora, ognuno a dare il suo contributo ad ogni singolo brano.

L’impressione generale è, infatti, quella di ascoltare un bel mix di stili, derivanti proprio dagli artisti coinvolti nell’album, ma senza dimenticarci che il tutto è partito da una base di ottimi musicisti che rispondono a questi nomi e ruoli: Andrea “King Aramald” Atzori (Songwriting, Keyboards, Orchestrations, Backing Vocals), Marcello Atzori (Songwriting, Keyboards, Drums, Orchestrations, Arrangments, Backing Vocals), Matt “Steel” Siddi (Lead Vocals, Backing Vocals).
Anche il concept è molto interessante, e si sposa bene con i contenuti musicali dell’album e anche con l’artwork, in quanto si parla di Re Artù e di tutto ciò che lo ha riguardato, con fatti annessi e connessi. Ci sono anche poche ma importanti incursioni in territori quasi folk, come ad esempio nella allegra e fiabesca “Camelot”, episodio che va in controtendenza rispetto ad altre tracce, come ad esempio “Prophecy Of The Magic Kingdom”, track velocissima che ci riporta sulle orme di un power metal tirato e tendente allo speed metal. In canzoni come queste, gli Ancient Knights hanno pochi rivali, perché riescono non solo a stupire per velocità e potenza, ma anche per l’incredibile gamma di soluzioni che attuano, come ad esempio quella di inserire assoli di chitarra o tastiera che rendono brani come questo trascinanti ma al tempo stesso melodici.
Come quasi sempre accade in album come questo, abbiamo anche una bella ballad, che risponde al nome di “Para Siempre (Verdadero Amor)”, che si innalza sulle parti elettriche verso il finale, ma mantenendo sempre la potenza molto mitigata e puntando tutto sul feeling. Per il resto delle canzoni vale in generale il discorso che la band punta su un buon power metal potente ma non troppo velocissimo, come in “The Usurper” o “Secret Castle Of Love”, due canzoni che spiccano nella tracklist di sicuro, ma tenete conto che l’album sarà un toccasana per coloro che hanno apprezzato il power metal dalla fine degli anni Novanta in poi, ma anche per chiunque ami l’heavy metal melodico in generale, non rinunciando alla potenza. Tutto ben fatto, compresa la produzione, complimenti!
Voto: 8/10
Joker

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