Raw & Wild - WebMagazine - News - Video - Vinci un CD al mese - Compilation gratuite - Interviste - Recensioni - Date concerti
Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube

Home Recensioni Seciali Live reports Download Contatti

   
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 0 - 1 - 2 - 3 - 4 - 6 - 7 - . - Í - Æ - '





Reviews - Agent Steel
:: Agent Steel - No Other Godz Before Me - (Dissonance Productions - 2021)
Il nome Agent Steel, dopo la prima rifondazione avvenuta nella seconda metà degli anni 90, è stato portato avanti in modo più che dignitoso. Guidati dal frontman Bruce Hall hanno pubblicato dischi di tutto rispetto come “Omega Conspiracy” e “Alienigma”, rispettivamente del 1999 e del 2007, oltre al discreto “Order of the Illuminati” datato 2003. Anche dal vivo la band si è fatta a dir poco rispettare (memore ancora di un’esplosiva esibizione nel settembre del 2007 a Roncade in compagnia dei Vicious Rumors).
Dopo l’abbandono di Bruce, è successo di tutto in casa Agent Steel; reunion, litigi e continui cambi di formazione, il tutto culminato con la terza rifondazione, guidata dal cantante originale John Cyriis, diventato ora proprietario assoluto del monicker e unico membro originale di quegli Agent Steel che hanno dato vita a due autentiche bombe dello speed metal americano che rispondono al nome di “Skeptics Apocalypse” (1985) e “Unstoppable Force” (1987).
Questo “No Other Godz Before Me” riprende in un certo senso il discorso interrotto a fine anni ottanta dopo il primo scioglimento. Si tratta di un classico album di puro e semplice speed metal ottantiano che più ottantiano non si può. Dal punto di vista dell’approccio compositivo, la struttura delle canzoni è più semplice e selvaggia rispetto all’era Hall, la melodia e l’orecchiabilità viaggiano a braccetto in modo abbastanza equilibrato con la velocità, senza mai far cadere il tutto nel banale.
La produzione è meno pulita e “perfetta” rispetto ai mastodontici standard odierni (Destruction e Testament tanto per rendere l’idea), rendendo il risultato generale più naturale e meno freddo.
La qualità delle canzoni è mediamente ottima, senza particolari picchi, a parte la più ricercata e orecchiabile “Veterans of Disaster” e la rocciosa e potente title track che si candidano a diventare dei veri e propri classici per le future (speriamo) esibizioni live.
I musicisti semisconosciuti reclutati dall’ormai mastermind John Cyriis si rivelano tutti all’altezza. In particolar modo merita un plauso il lavoro fatto alle sei corde: il giovanissimo bulgaro Nikolay Atanasov e il brasiliano Vinicius Carvalho sono dotati entrambi di una tecnica eccelsa non fine a se stessa, ma che si mette al servizio della canzone e del suo feeling. Coadiuvati dal produttore Galin Ivanov, riescono a portare avanti il suono classico Agent Steel, rinfrescandolo e ponendolo a passo con i tempi senza snaturarlo. La loro spietata ritmica assieme alle parti soliste e le loro armonizzazioni, molto più riconducibili al genere classico, sono uno degli aspetti migliori del disco (“Trespassers” e “Crypts of Galactic Damnation” sono gli esempi più tangibili).
Un discorso a parte, va fatto per John Cyriis. Il suo stile e la sua prestazione sono i fattori che influiscono maggiormente in chiave soggettiva sul giudizio di chi ascolta questo disco. Chi non amava il suo modo particolare di cantare e le sue ottave già trentasette anni fa, non comincerà sicuramente ad amarlo ora. Il suo approccio non è cambiato di una virgola, anzi si ha quasi la sensazione che egli voglia estremizzare il tutto cercando di strafare con risultati a volte tecnicamente discutibili (i suoi acuti ogni tanto, se non aiutati da qualche trucchetto di mixaggio, finiscono per assomigliare pericolosamente ad un miagolio).
Non c’è nulla da fare, i personaggi fuori da una certa normalità creano un grosso interesse al di là del bene e del male, questo è proprio il caso del cantante brasiliano. Arrogante, con un ego smisurato ed a tratti particolarmente strambo (si narra da fonti attendibili che in Germania da sobrio passeggiasse con la carta stagnola in testa per comunicare con gli alieni), è stato capace di attirare su di sé antipatie di molti fans ed addetti ai lavori. Molti di noi a causa proprio di questa antipatia, rischiano di partire prevenuti su questo “No Other Godz Before Me”.
Consiglio di cuore a tutti i defenders di sforzarsi di dimenticare John Cyriis come persona, e di pensare solo a schiacciare play per dare una possibilità al disco (ne vale veramente la pena).
Concludendo infatti, in questo album sembra quasi tutto messo al posto giusto per far felici gli amanti dello speed metal con inclinazioni classiche, oltre ai fans di vecchia data degli Agent Steel. L’unico crocevia che rende difficile una valutazione oggettiva, portando di conseguenza il giudizio su un campo più soggettivo come detto poco sopra, è proprio il cantante brasiliano.
Troppo particolare il suo modo di cantare, o lo si ama o lo si odia. Se le sue imperfezioni e il suo stile saranno per voi troppo indigesti anche dopo vari ascolti, tirerete giù di brutto la valutazione finale del disco, mentre se vi emozionerete e sentirete uno scossone nella vostra anima, quando aprirà bocca, farete esattamente il contrario, ed eleggerete nel vostro cuore “No Other Godz Before Me” come uno dei migliori album degli ultimi anni.
Voto: 7,5/10
Stefano Sofia

Contact
www.facebook.com/AgentSteelOfficial
:: Agent Steel - Order of the Illuminati - (Scarlet - 2003)
Nuova fatica discografica per la band californiana, che dopo quasi quattro anni di assenza riapre il discorso lasciato aperto con Omega Cospiracy.
Si fa sentire, come nel precedente album, la mancanza della voce graffiante di John Cyriis, anche se Bruce Hall è forse più adatto per la via presa. Bisogna inoltre dire che con il nuovo album perdiamo anche il batterista storico Chuck Profus insieme alla band fin da Skeptics Apocalypse (1985).
Parlando delle tracce menzione d’onore per Forever Black, unico pezzo che mi richiama alla mente le vecchie glorie di questo gruppo, mentre troviamo ritmi comunque forti e riff decisamente thrash in canzoni quali la opener “Avenger”, “Ten fists of Nations”, “Earth Under Influence” e la strumentale “Dance of St.Vitus”.
Novità musicale per il gruppo sono sicuramente “Insurrection”, dove troviamo un avvio lento e molto cupo, e “Human Bullet” ove si alternano parti melodiche a parti decisamente thrash.
In conclusione un album senza infamia dove i riff sono accattivanti, il suono abbastanza pulito e ben registrato, ma non si raggiunge il massimo; insomma l’album emerge decisamente tra le ultime uscite delle varie case discografiche, ma non reggerebbe il paragone con i vecchi Agent Steel.

E
<<< indietro


   
Blurr Thrower
"Les Voùtes"
Andrea Mainini
"Ocean"
Hellryder
"The Devil is a Gambler"
Albert Marshall
"Beautiful Nightmare"
Lilyum
"Circle Of Ashes"
Jours Pâles
"Éclosion"
Eagon
"Equilibrium Pt. 2"
Blind Golem
"A Dream of Fantasy"

Archivio resensioni >>>




Raw & Wild TV   


Archivio video>>>



Interviste
Speciali
Live reports




Raw & Wild on Facebook Raw & Wild on YouTube


RAW & WILD 2000 / 2020
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info


admin   
Home | Recensioni | Interviste | Speciali | Download | Live reports | Privacy | Contatti

La tua pubblicità su R&W
Collabora con Raw & Wild