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Reviews - A Violet Pine
:: A Violet Pine - Again - (Autoprodotto - 2019)
A Violet Pine è un trio che nasce nel 2010. Il genere proposto (oggi) è un mix di post-rock con sfumature dark-wave e shoegaze. Nel 2013 arriva l’esordio su Seahorse Recordings, dal titolo “Girl”, accolto in maniera molto positiva. Tra vari live e festival la band compone il secondo album “Turtles” uscito nel 2015 per la T.a.Rock Records; dopo sei mesi la band torna con “Turtles Remixes” in cui vari producers rivisitano i brani dell’album. Dopo altri quattro anni, con una (nuova) line up e un approccio più orientato allo stoner rock il 21 marzo 2019 viene pubblicato “Again”, accompagnato dal video (promozionale) della titletrack. I barlettani ritornano sulla scena dopo quattro anni dalla pubblicazione del secondo lavoro (“Turtles”), con una line-up rinnovata, che vede l’ingresso del nuovo bassista Francesco Bizzoca al posto di Luca Ormas. Il trio, abbandonate tastiere e synth, punta su un nuovo approccio più diretto che flirta con lo stoner rock – ricordiamo che sono ex o attuali membri di Orient Express, Rainbow Bridge, Scappate, Ablepsya… Il nuovo disco è stato registrato da Cosimo Cirillo ai New Born Records Studios di Barletta e mixato da Beppe “Deckard” Massara, tanto che “Again” si presenta come il primo e coraggioso passo di una nuova fase della carriera degli A Violet Pine, dura meno di 35 minuti e si divide in 7 brani. Ma andiamo ad ascoltare… brano dopo brano, ci troviamo di fronte ad uno scenario plumbeo, tra distorsioni in stile grunge/stoner e atmosfere post rock; un suono ruvido e polveroso, tra riff ostinati e voce notturna. “Again” è un disco che non nasconde l’amore per la scena degli anni ’90, ma che si fa anche apprezzare da chi ama le sonorità Post Rock e Stoner (come avevo già sottolineato). Lasciatevi trasportare dalla bellezza di “Interstellar Love” o di “Again”, dalle polverose melodie di “Run Dog, Run!” o dall’esperimento post rock di “ZOO”: “Again” è un disco variegato e mai noioso, nonostante le sonorità lente (come le atmosfere); perciò, se apprezzate le coordinate sopraelencate, segnatevi il nome di questa band pugliese, che merita davvero tanto – non ve ne pentirete!
Voto: 7,5/10
Giovanni Clemente

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avioletpine@gmail.com
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:: A Violet Pine - Girl - (Seahorse Recordings - 2013)
Basi elettroniche scorrono come scandite da sintetici giri armonici dai sentori dub e una voce appena sussurrata, inquieta, per i primi due minuti circa, creando scenari introspettivi che ad un certo punto svoltano proprio dove dovrebbero, dove vorresti, in cori appena sussurrati e vibrazioni rilassate e più distese; sto ascoltando “Pathetic”, la prima delle dieci tracce dell’album degli “A Violet Pine”, sperimentale band pugliese (ma che per me potrebbe essere tranquillamente sbarcata da Bristol!) alle prese con il loro debut dal titolo “Girl”. Un album fondamentalmente umorale che tende al chiaroscuro e alle sfumature che ne comporta, distinguendosi così dal più classico trip-hop che tende di solito a rallentare le melodie nel tentativo di creare un sound cupo e pesante. Che poi si tratti di new wave piuttosto che di trip-hop, più elettronica e meno post-rock è difficile da stabilire, c’è di fatto che lo stile compositivo degli A Violet Pine è riconducibile solo agli A Violet Pine e alla buona musica che hanno masticato e a cui si sono ispirati. “Girl” è la traccia che dà il titolo al full length, oltre ad enfatizzarne l’intera essenza noir con tutto il fascino che ne consegue; la crescente tensione del pezzo è dovuta ad un calibrato incedere di strumenti “tradizionali” con le sonorità elettroniche in un gioco di furbi riempimenti, stessa atmosfera che ritroviamo in “Sleep”, traccia coinvolgente che allo stesso tempo disorienta per l’improvviso cambio di registro, a mio avviso la traccia più intrigante dell’album. Chiari riferimenti al post-rock nei brani “And Then” e “25mg Of Happiness” danno spazio a voci più distese e ritmi sempre più scanditi da batteria e chitarra, la malinconica “Family”, impreziosita da un’intima chitarra che accompagna la voce di Beppe Procida e dalla eleganti e discreti suoni della tastiera, ci mostrano una delle tante nature dei versatili A Violet Pine… cosa ci deve aspettare da quest’album? Sicuramente un coinvolgimento umorale a trecentosessanta gradi! “Girl” è un album originale, ben realizzato, dal booklet alla realizzazione del video ufficiale della title track, un “trip” che non può lasciare indifferenti.
voto: 8,5/10
sara centaro

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:: A Violet Pine - Turtles - (T.a. Rock Records - 2015)
Con l’album “Turtles” gli A Violet Pine dissolvono le atmosfere sfuggenti e minimal-elettroniche del precedente “Girl” (pubblicato due anni fa) aprendosi a sonorità più raffinate, rivisitando i suoni dell’elegante verve dark di stampo eighties, sottile filo conduttore di queste nove tracce che spaziano nel tempo e nel genere e che definire post rock sarebbe riduttivo. Il trio lombardo - pugliese non rinuncia all’introspezione, sebbene i suoni risultino più corposi e puliti rispetto al passato album. “Turtles” è senza dubbio un disco più maturo che stenta a rimanere nella nicchia, troppo stretta per pezzi come il primo singolo estratto dall’album “New Gloves”, fluente e deciso che lascia godere di consolidate sonorità post rock e riporta seppur in maniera velata alle sensazioni del precedente album, come se fosse un’evoluzione dello stesso e un’introduzione a tracce di diverso impatto come “Turtles”, title track al metronomo dalla texture acida e cupa, un vero e proprio marchio di fabbrica degli A Violet Pine che dopo vorticosi giri malinconici e dark wave giungono quasi sempre a chiusura dei pezzi a toccare punte melodiche raffinate e autoidentificative. Filo conduttore delle nove tracce di questo nuovo e sensazionale album è la percezione immediata, al primo ascolto, delle melodie, delle atmosfere armoniose che si legano e si fondono, chiamiamola orecchiabilità o facile fruibilità non importa, non sminuirebbe questo album che nell’insieme, seppur risulti meno sperimentale del precedente “Girl”, è sicuramente un lavoro dalla tecnica raffinata e dalle sonorità internazionali. Basti ascoltare “Have fun” dallo stile adatto a poter passare in radio anche fuori dallo Stivale come anche la bellissima e malinconica “Lucky when I’m wrong”, dove l’inconfondibile voce cupa e leggera di Beppe Procida riemerge pian piano dal torpore tipicamente new wave e riporta a contaminazioni post rock nella sua estrazione più classica. Interventi introduttivi di synth fanno strada all’intensa “The moon has been turned off” in cui basso e batteria si rincorrono in un improvviso cambio di regia ma mai brusco che si conclude con la batteria che corre sola verso la fine, verso l’ultima traccia, “Why?”, che ci lascia con melodie dolci e rilassate ma anche con la sensazione di aver ascoltato un disco di notevole qualità tecnica e stilistica. Gli A Violet Pine non hanno lasciato nulla al caso curando tutto nei minimi particolari, un piccolo capolavoro targato Italy che difficilmente passerà inosservato per gli amanti del genere e non solo.
Voto: 8,5/10
sara centaro

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